Dopo aver mosso i primi passi sulla strada dell’accessibilità culturale e aver intrapreso il radioso cammino verso la celebrazione dei corpi che non rispondono alla normatività così come ci è stata preconfezionata e venduta, questa terza edizione di Slash Festival naviga le acque intersezionali che legano le teorie sulla disabilità al mondo della queerness e dell’identità. Crediamo che lavorare con un approccio intersezionale induca a interrogarsi sulle proprie identità (il plurale non è un caso), a scomporle e ricomporle, magari assemblandole in altro modo, a chiedersi se siano autentiche o semplicemente apprese e “indossate”, se davvero corrispondano al proprio essere più profondo.
Come ci insegna McRuer nella sua rivoluzionaria teoria crip, ciò che cerchiamo di fare in questa terza edizione è mettere politicamente in discussione le categorie di normalità: non solo relazionarci e onorare ciò che esce dalla norma, ma anche proporre una prospettiva critica che rifiuta l’idea che esista un corpo perfetto e universalmente desiderabile.
Non è un luogo comodo. Si tratta di essere disponibili a frequentare l’incertezza e a mettersi in discussione. A farsi quelle domande che scuotono le fondamenta, che portano in luoghi profondi e, a volte, poco frequentati della nostra anima (quella botola piena di spini, per citare Zerocalcare), dove non c’è spazio per lo stereotipo né per i valori preconfezionati venduti a poco prezzo dal mercato, dove l’abisso è presente e guarda dentro di noi (parafrasando Nietzsche).
Questa terza edizione guarda oltre i confini nazionali, spalancando prospettive di senso: Slash ospiterà quest’anno, grazie al contributo di Fondazione di Comunità Milano, una delegazione di operatrici provenienti da tutto il mondo. Il festival diventa il luogo in cui operatrici, professioniste e artiste interessate al tema dell’accessibilità si ritrovano per conoscere ed entrare in contatto con artiste italiane che hanno fatto della propria ricerca uno strumento rivoluzionario di cambiamento sociale e culturale, provando (e in molti casi riuscendo) a innovare i linguaggi della scena per andare ai margini, ai confini, in luoghi poco frequentati.
Slash diventa sempre di più uno spazio di co-creazione e coinvolgimento delle persone con disabilità, messe al centro della narrazione per cambiare le prospettive.
Novità di quest’anno è la presenza di una Direzione Artistica Partecipata under 30 (Direzioni Possibili), composta da persone, artiste e appassionate di teatro e arte che seguiranno un percorso di formazione che le porterà poi a scegliere una parte della programmazione artistica dell’edizione 2027.
Incorporare nella macchina artistica e organizzativa del festival i punti di vista di chi vive incarnata l’esperienza dell’eteronormatività sta diventando sempre più chiaramente una direttrice del nostro sviluppo artistico.
Quest’anno sperimentiamo audiodescrizioni sussurrate (Cuna di Giuseppe Comuniello), performance audio con guide tattili (Speaking Cables di Agnese Banti), spettacoli itineranti in natura rivolti esclusivamente a partecipanti autistiche (Tracce di Campsirago/ArteVOX/Pandemonium) e discoteche silenziose con cinture vibrotattili.
Il programma si muove tra performance di danza e teatro fisico (Tre di Annalisa Limardi), teatro di parola (I racconti del Merlo di Factory Compagnia Transadriatica), teatro visuale (Amarbarì di Unterwasser Teatro e Romeo and Juliet dei danesi Refleksion), teatro per la primissima infanzia (Giardino a Dondolo di ArteVOX Teatro), ma anche presentazioni di libri (L’Almanacco dei Festival di Ateatro e Indomabili Bisbetiche di Sara Urban) che apriranno riflession i su sostenibilità culturale e sui diversi corpi in scena, puntate live di podcast (CripTonite di CBM Italia con Marina Cuollo e Jacopo Cirillo), con ospite speciale la straordinaria Chiara Bersani, presentazione di cortometraggi (Da capo al fine, corto in stop motion) sul tema del dopo di noi, laboratori di danza accessibili a persone con mobilità ridotta (Danceability con Juri Roverato).
Gli spazi sono mappati e adattati con stanze di decompressione sensoriale e schede di accessibilità (realizzate grazie alla cura e all’attenzione di Elia Zeno Covolan); sono inoltre previsti tour tattili e laboratori di audiodescrizione.
In fondo, quello che ci interessa è semplice: rendere più difficile dare per scontato ciò che consideriamo normale.
Marta Galli
Curatela e programmazione Slash Festival
Direzione Generale ArteVOX Teatro
Nota sul linguaggio
In questo testo utilizziamo il femminile sovraesteso come scelta politica e linguistica. Dopo secoli di maschile universale, ci sembra interessante ricordare che il linguaggio non è mai neutro e che ogni norma può essere interrogata, anche quella grammaticale.

Il laboratorio, accessibile a persone con disabilità fisica e cognitiva, offre un
linguaggio alternativo alla comunicazione verbale attraverso la danza e
l'esplorazione dei concetti fondamentali di spazio, tempo, peso e flusso.
La danceability mira a sbloccare canali espressivi non convenzionali,
permettendo ai partecipanti di comunicare emozioni, preferenze e avversioni
attraverso il movimento e le stimolazioni sensoriali.
Obiettivo finale una coreografia fluida che sfocia in un tableau vivant del percorso
condiviso.
A cura di ArteVOX Teatro
Conducono Juri Roverato e Anna Maini
durata: 60'
dai 6 anni
Ingresso gratuito Prenotazione consigliata

DOMENICA 27 SETTEMBRE / ore 19:00 / Spazio Teatro 89
Tre affronta il tema della diversità interrogando le dinamiche familiari, la percezione sociale e la difficoltà di raccontare la complessità senza cadere nei luoghi comuni. Un progetto che riflette sul linguaggio, sulla cura e sul bisogno di riformulare il nostro rapporto con l’altr_. Una rielaborazione autobiografica che prende le mosse dalla relazione tra tre sorelle: tre individualità segnate da corpi, specificità e abilità diverse, che cercano, in quella distanza, uno spazio possibile di incontro.
Di Annalisa Limardi
Con Annalisa Limardi e Paola Limardi
Con la partecipazione di Benedetta Limardi
Confronto artistico e pedagogico Cecilia Maresca
Light design Caterina Piotti
Sound design Salvatore Versace
Realizzazione elementi di scena Cecilia Sacchi
Co-produzione Tuttoteatro.com e Pergine Festival
durata: 55' / dai 12 anni
Ingresso a pagamento

Giardino a Dondolo è uno spettacolo senza parole rivolto ad un pubblico di bambine e bambini dai 6 ai 36 mesi. In un giardino di fiori candidi, Serafina, giovane e delicata custode, ci guida alla scoperta di piccoli esserini colorati, simbolo delle emozioni che tutti proviamo da sempre. Con l’aiuto dei bambini Rabbia, Gioia, Tristezza, Paura e Serenità troveranno la loro mamma: grande, accogliente, ricca di sorprese e soprattutto sempre disponibile a cullare chi ne ha bisogno!
Progetto, regia e produzione ArteVOX Teatro
In scena Jasmine Monti
Scene, costumi e oggetti di scena Rossana Maggi
Cura dell’animazione Nadia Milani Musiche Danilo Gervasoni
durata: 20' + tempo di libera esplorazione / dai 6 ai 36 mesi
Ingresso a pagamento

SABATO 26 SETTEMBRE
ore 16:00 e ore 19:00
Spazio Teatro 89
Una rivisitazione classica con marionette. Un conflitto tra due famiglie dura da decenni e una forte tradizione di odio si è radicata da entrambe le parti. Ma cosa conta di più: l'amore o la tradizione? Con umorismo e maestria, la toccante storia di Romeo e Giulietta viene resa commovente, vivida e dinamica. Un amore tra due persone che non si arrendono ai pregiudizi e al potere. Ricco di emozioni e sfide facilmente riconoscibili sia per i bambini che per gli adulti.
PRIMA NAZIONALE
Una produzione Teater Refleksion (DK)
Sul palco Sif Jessen Hymøller, Aapo Repo
Sceneggiatura Jesper B. Karlsen
liberamente ispirato a
W. Shakespeare
Regia Bjarne Sandborg
Scenografia Mariann Aagaard, Niels Willum,
assistita da Amanda Axelsen Sigaard
Puppets Mariann Aagaard, Amanda Axelsen Sigaard
Musica Jacob Venndt
Lighting Design Morten Ladefoged
durata: 40' / dagli 8 anni
Ingresso a pagamento

CUNA, parola arcaica per “culla”. Dal buio prende forma un universo di sensazioni: la danza dondola, emerge come un gesto innato, un respiro che fluisce lento, che abbraccia e avvolge.
Un ritorno dell’autore e danzatore cieco, Giuseppe Comuniello, a quando il mondo era un’onda di suoni e vibrazioni.
Lo spettatore è invitato ad entrare in una dimensione onirica: gesti e movimenti lasciano emergere un immaginario effimero. Si può scegliere la prossimità o la distanza, il proprio modo di essere coinvolti. La danza, il suono dell’arpa, il profumo, la luce soffusa, il tempo sospeso, la seduta: tutto si dispone come un paesaggio accogliente.
Un’esperienza sensoriale in cui è lecito abbandonarsi, dove lo spazio pubblico si fa rifugio, pausa, fiducia. Qui, il cullare si vive. E il respiro, piano, diventa comune.
Durata: 50' / dai 7 anni
Ingresso a pagamento
ideazione e interprete Giuseppe Comuniello
musica dal vivo Marilia Caso
produzione Teatro Danzabile (CH) e Fuori Contesto (IT)
con il sostegno di Repubblica e Cantone Ticino - Fondo Swisslos, Percento culturale Migros, Ernst-Göhner Stiftung, Fondazione Giovan Battista Baroni

In occasione delle repliche di "CUNA", Giuseppe Comuniello propone un laboratorio di audiodescrizione sussurrata aperto a pubblico vedente interessato a vivere un’esperienza diversa di ascolto e visione dello spettacolo. L’audiodescrizione poetica sussurrata è la pratica di accessibilità scelta per trasmettere la poetica di questo lavoro: l’autore e danzatore cieco intende accompagnare i partecipanti nel mondo magico e caleidoscopico del “cullare”, condividendo immagini, parole, quadri e gesti. Una condivisione tappa per tappa delle esperienze corporee e delle visioni dell’artista. I partecipanti faranno esperienza della trasmissione indagando le possibilità di relazione in coppia attraverso il tocco e la parola: una duplice esperienza corporea, un consenso che si rinnova o modifica, che chiede e non si impone, oscillando tra il cullare e l’essere cullati.
Al termine del laboratorio, i partecipanti interessati alla trasmissione potranno sperimentarla accompagnando il pubblico cieco e ipovedente durante la replica accessibile dello spettacolo delle ore 21:00. Un’occasione per avvicinarsi alle pratiche di accessibilità, dell’ascolto e della condivisione attraverso la danza.
condotto da Giuseppe Comuniello, danzatore e coreografo cieco in occasione della replica accessibile di "CUNA" - Dal buio prende forma un universo di sensazioni
Durata: 120'
Ingresso gratuito - Prenotazione consigliata

Simo, uomo con sindrome di Down, si trova a dover affrontare il dolore profondo per la perdita della madre, sua unica figura di riferimento affettivo e familiare. Nella sua “stanza delle emozioni”, Simo si immerge in un universo onirico dove note musicali, fotografie e ricordi si intrecciano e prendono vita, accompagnati dalla sonata in si bemolle minore che scandisce il percorso emotivo del lutto e della trasformazione. E, come in musica, si riparte... “da capo al fine”. Simo decide di lasciare la propria casa e trasferirsi in una nuova abitazione condivisa. Qui, il dolore e il lutto non vengono cancellati, ma diventano terreno fertile per ripartire “dentro” nuovi incontri.
Regia: Anna Troiano, Vincenzo Totaro
Montaggio: Luisa Totaro
Stop Motion a cura di
Res Animata:
Animatrice: Chiara Pagliarin:
Puppet maker: Sara Irace
Regia di animazione: Roberto Grasso
Fotografia: Vincenzo Totaro, Anna Troiano, Luisa Totaro
Scenografia e Assistente alla regia: Francesca Taibi
Sceneggiatura: Anna Troiano
Fotografo di scena: Simone Sangalli
Musiche originali di Gianpaolo Taibi
Produzione: OFFicina delle variAZIONI APS
Durata: 60'
Ingresso gratuito con prenotazione consigliata
AperiLIS, una serata da trascorrere in compagnia, tra chiacchiere, giochi e buon cibo, all'insegna dell'inclusione.
L'aperiLIS è aperto a tutte e tutti: non è necessario conoscere la LIS ma è sufficiente avere voglia di mettersi in gioco e divertirsi.
Il motto dei nostri AperiLIS come sempre è: "Un modo divertente per imparare una nuova lingua e per conoscere una nuova cultura!"
A cura di LISten APS
Durata: 60'
Ingresso gratuito - Prenotazione consigliata
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Una lettura animata in italiano e in Lingua dei Segni Italiana: durante il racconto giocheremo per imparare alcuni segni contenuti nella storia e sperimenteremo un modo diverso di comunicare, fatto di silenzi e mani in movimento. Seguirà un laboratorio in cui creare, segnare e divertirci insieme.
“Mi segni una storia?” è una duplice opportunità.
Per i bambine bambini sorde/i, la possibilità di divertirsi e di avvicinarsi a storie nuove e accessibili. Per bambine e bambini udenti, un’occasione per scoprire un’altra lingua e le sue infinite possibilità!
Un modo divertente per imparare la LIS e per sensibilizzare i bambini al tema delle barriere comunicative… perché la magia delle storie è per tutte e tutti!
A cura di LISten APS
dai 4 anni
Durata: 45'
Ingresso gratuito - Prenotazione consigliata

Sul palco c’è molto più di uno spettacolo: c’è una rivoluzione in corso. Indomabili bisbetiche di Sara Urban è un viaggio vivace e intersezionale attraverso la storia del teatro. Dalle maschere dell’antica Grecia alle luci della New York underground, sulle orme di icone come Isabella Andreini e le Nina’s Drag Queens, incontriamo attrici e performer che hanno riscritto le regole della scena.
Indomabili bisbetiche -
guida femminista al teatro e ai corpi in scena
scritto da Sara Urban
Casa Editrice Leplurali
guida femminista al teatro e ai corpi in scena
Durata: 60'
Ingresso
gratuito e libero

Con un linguaggio semplice, ma non superficiale, “Criptonite, un podcast disarmante” scardina stereotipi sulla disabilità e offre ad ascoltatori e ascoltatrici chiavi di lettura per ripensare il modo in cui le persone con disabilità vengono rappresentate a scuola, al lavoro, sui media e nella vita di tutti i giorni. In ogni puntata i due conduttori, Jacopo Cirillo e Marina Cuollo, dialogano con un ospite che porta il suo peculiare punto di vista su un tema
Ospite di questa puntata Chiara Bersani, perfomer e autrice.
Un podcast CBM Italia
Condotto da Jacopo Cirillo e Marina Cuollo
Ospite Chiara Bersani
Durata: 45'
Ingresso gratuito
Prenotazione consigliata

Spettacolo riservato agli utenti della Fondazione Don Gnocchi e dell’Associazione Tarakos. La replica di lunedì alle ore 10:00 è riservata a operatrici e operatori.
Tra terra e cielo un racconto che si snoda nel cuore della natura.
Il suono delle foglie, lo scricchiolio del sentiero, le voci dei bambini e delle bambine
sono la colonna sonora di un viaggio alla scoperta del bosco e dei suoi abitanti.
Lo spettacolo prevede un percorso a tappe, nel rispetto dei tempi dei partecipanti,
l’utilizzo di cuffie bluetooth e l’interazione con puppet ed elementi naturali.
una produzione Campsirago Residenza, ArteVOX Teatro, Pandemonium Teatro
collaborazione alla produzione Bamboozle Theatre Company (UK)
concept Marta Galli, Michele Losi, Sue Pyecroft, Christopher Davies
regia Michele Losi
dramaturg Anna Maini
designer Sue Pyecroft
oggetti di scena
Rossana Maggi
suoni Luca Maria Baldini
con Flavio Panteghini, Liliana Benini, Luca Maria Baldini e Anna Maini.

Portare la propria voce su un foglio bianco per interrogarla come “altro da sé”. In una dimensione onirica tra rito e gioco in cui il suono si fa immagine, la voce traccia geometrie attraverso dialoghi, cori e silenzi, grazie a una coreografia che unisce l’esperienza del suono diffuso nello spazio all’idea che gli altoparlanti siano presenze con cui entrare in relazione
L’azione scenica si svolge in un fare e disfare, dove ascolto e visione sono in continuo equilibrio tra l’essere e il non essere forma.
Risemantizzando oggetti e gesti e astraendo la presenza vocale nello spazio, l’opera evoca immaginari e archetipi, trasformando la questione della voce umana in una performance atipica e radicale che invita a un’esperienza particolare di ascolto e immaginazione.
Di e con Agnese Banti Live electronics Andrea Trona
Design visivo e sonoro, regia, drammaturgia, musica Agnese Banti Collaborazione artistica, informatica musicale, direzione tecnica Andrea Trona Collaborazione alla drammaturgia, alla regia e all’allestimento Marta Vitalini Consulenza tecnica e luci Antonio Rinaldi Accessibilità in collaborazione con Giuseppe Comuniello, Dalila D’Amico, Camilla Guarino
accessibile a persone cieche e ipovedenti attraverso tour tattile
ingresso a pagamento

L'accessibilità non riguarda soltanto l'abbattimento delle barriere fisiche, ma il diritto stesso di prendere parte alla vita culturale. Attraverso la presentazione dell'Almanacco di TrovaFestival 2025, discuteremo delle pratiche che stanno trasformando i festival italiani, dagli strumenti per l'accessibilità alle esperienze di TourFest. La conversazione si sposterà poi sul piano europeo, affrontando il rapporto tra mobilità, sostenibilità e partecipazione: perché ripensare il modo in cui ci muoviamo significa anche ripensare chi può accedere alla cultura e chi, invece, rischia di esserne escluso.
Ne discutono: Giulia Alonzo, Marta Galli, Oliviero Ponte di Pino e Cecilia Salerno
Durata: 60'
Ingresso gratuito e libero
accessibile a persone sorde segnanti tramite interprete LIS

Il pubblico è invitato a varcare la soglia e ad accomodarsi all'interno di un palazzo incantato capace, come un tappeto magico, di spostarsi di luogo in luogo. Le sue finestre si affacciano su fondali marini, su calde città variopinte, su cieli attraversati da mongolfiere dai colori sgargianti, proiezioni di sagome e sculture mobili di legno, fil di ferro e vetro colorato. “Amar bari” in lingua Bengali significa “casa mia”. È una casa mobile aperta e ospitale, una casa-mondo che afferma il diritto all’esplorazione, alla libera circolazione di tutte le creature sulla Terra, perché il viaggio, la libertà e la conoscenza sono le ricchezze più grandi a cui si possa aspirare.
CREDITI
Ideazione, Creazione, performer: Valeria Bianchi, Aurora Buzzetti, Giulia De Canio
Musiche: Posho
Progettazione luci: Matteo Rubagotti
Produzione: UnterWasser
Con il sostegno di: Straligut Teatro, Periferie Artistiche, Contact Zones, Mariagiulia Colace, Ondadurto Teatro - Centro creazione Arte Antrodoco, Spazio Rossellini.
L’illustrazione nella locandina è di: Mariagiulia Colace
a pagamento - Lo spettacolo è inserito nel progetto Sciroppo di Teatro®
dai 3 ai 7 anni
accessibile a persone neurodivergenti

Una pista da ballo silenziosa dove la musica viene vissuta tramite cuffie e dispositivi vibrotattili, rendendo l’esperienza accessibile anche a persone sorde e trasformando il ritmo in percezione fisica.
a cura di Mattia Bersani
accessibile a persone sorde tramite cinture vibrotattili
durata 60min
ingresso gratuito e libero

THE BEAT OF FREEDOM / spettacolo
sabato 19 settembre / ore 20:45 / mare culturale urbano
Tratto dal libro "Io sono l'ultimo. Lettere di partigiani italiani"
“The beat of Freedom. La Resistenza a fumetti” restituisce ai ragazzi e alle ragazze di oggi il sogno rock di un Paese di persone uguali nei diritti e libere. Lo spettacolo prende forma attraverso dieci disegni realizzati davanti agli occhi del pubblico dal fumettista Fabio Babich, ispirati ad altrettante lettere di partigiane e partigiani. Un’autobiografia collettiva a fumetti di giovani accomunati dall’aver condiviso un tempo e un’Italia, che a un certo punto sentirono l’esigenza di cambiare.
The Beat of Freedom. La Resistenza a fumetti è la quarta tappa del progetto sulle Resistenze femminili
Di e con: Marta Cuscunà
Illustrazioni live: Fabio Babich
Assistente: Marco Rogante
Creato per ViPride, il gaypride di Vicenza '13
Cura e promozione: Centrale Fies
Distribuzione: Laura Marinelli
Foti di scena: Aghite Pavan
dai 12 anni / durata 60min
ingresso gratuito
accessibile a persone sorde segnanti tramite interprete LIS

L’esposizione della mostra a slash/festival sarà l’occasione per premiare le due opere vincitrici del concorso creativo.
Segni di Resistenza è una mostra multimediale che ospita opere artistiche in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e opere grafiche come disegni e manifesti.
La mostra è composta dalle opere finaliste di un concorso creativo aperto anche alla comunità Sorda e segnante, in cui le persone erano invitate a raccontare la resistenza alle oppressioni nelle sue varie forme, attraverso la creatività. Troverai opere che parlano della resistenza delle donne contro gli stereotipi e ’oppressione patriarcale, opere che immaginano partigiane contemporanee che portano i simboli del Disability Pride, storie di famiglia durante la dittatura in Argentina, i semi da cui è fiorita la nostra Repubblica, un gruppo di animali e esseri umani prigionieri di un guardiano e del suo cane e una serie di mani che resistono. La mostra vuole essere uno spazio partecipato, dove l’accessibilità diventa azione creativa in cui la Lingua dei Segni Italiana si afferma come lingua artistica e politica alla pari delle arti grafiche. Perché riconoscere le forme di oppressione e condividerne, in forma artistica, i segni della resistenza è il primo passo per immaginare futuri migliori.
Il contest si ispira allo spettacolo The Beat of Freedom. La Resistenza a fumetti, di Marta Cuscunà con il fumettista Fabio Babich. Da questa performance nasce l’idea di un concorso creativo dedicato al tema della resistenza alle oppressioni. Le 8 opere selezionate sono state esposte in una mostra multimediale dal 2 al 6 settembre in occasione di In\Visible Cities.
Persone finaliste al concorso Segni di Resistenza:
Valentina Aicardi/Mauro Biondillo, Michi Andriola, Valentina Bani, Andreia Cristea, Michela Nanut, Serena Perrone, Pietro Scarso, Valentina Stecchi
un progetto a cura di Etnorama – Cultura per nuovi ecosistemi
con il contributo di Fondazione di Comunità Milano - Fondo Sordità Milano, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia
con il sostegno di BCC Venezia Giulia
in collaborazione con ArteVOX Teatro e In\Visible Cities Festival
partner di progetto Comune di Gradisca d’Isonzo, ANPI sez. Gradisca d’Isonzo, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Il lavoro nasce da una riflessione sulla natura del ricordo nei primissimi anni di vita e sul rapporto tra corpo e memoria. A partire da un’ipotesi poetica e filosofica, lo spettacolo si interroga su cosa il corpo possa “ricordare” prima della formazione della memoria consapevole, immaginando l’esistenza di tracce più antiche e profonde, che precedono l’esperienza individuale. Conchiglie immagina un attraversamento sensoriale di diversi stati dell’esistenza. La protagonista intraprende un percorso non lineare fatto di passaggi,
trasformazioni e riconoscimenti, attraversando mondi che evocano lo stato minerale, vegetale, animale e infine cosmico, in un tentativo di riattivare una memoria che non è solo individuale ma anche collettiva e condivisa. Ogni passaggio diventa una forma di memoria incarnata, una traccia che riemerge attraverso il corpo e la relazione con la materia scenica.
A cura di Laboratorio Silenzio
con Yue Liu Regia: Serena Crocco
con il contributo di Chiara Grandini
Musiche: Diego Dioguardi
Durata: 40'
dai 2 ai 6 anni
Ingresso a pagamento
accessibile a persone sorde e ipoudenti

Due racconti di Oscar Wilde sono narrati da un merlo curioso in un giardino incantato e in una piazza di una città senza nome. Le storie, diverse ma unite da un messaggio profondo, evidenziano che la vera felicità si trova nel rendere felici gli altri e che non è mai troppo tardi per aprirsi all'amore. Lo spettacolo, interpretato da Francesco Stefanizzi, offre una narrazione teatrale poetica e coinvolgente, conducendo il pubblico in un emozionante viaggio tra parole, musica e immagini.
Una produzione Factory Compagnia Transadriatica con Francesco Stefanizzi regia Tonio De Nitto musiche Paolo Coletta costumi Lilian Indraccolo luci Davide Arsenio
Durata: 50'
accessibile a persone sorde tramite interprete LIS
sovrattitoli in lingua inglese Per tuttƏ dai 6 anni
Ingresso gratuito

Un’esperienza immersiva che unisce persone sorde e udenti in un momento di condivisione e consapevolezza. L’obiettivo è sperimentare forme di comunicazione alternative a quella verbale e sensibilizzare il pubblico sulla cultura sorda, sulla Lingua dei Segni Italiana (LIS) e sull’importanza dell’accessibilità comunicativa.
Durata: 90'
Accessibile a persone sorde e ipoudenti attraverso interprete LIS
Ingresso gratuito

Il capitalismo è un evento di disabilitazione di massa
100% cotone
È una rivoluzione contro la semplificazione, contro il capitalismo, contro il patriarcato. È la nostra rivoluzione: portare alla luce del sole, mettere sui palcoscenici i corpi ribelli, anticonformisti, che disattendono gli ordini impartiti, che si trovano spesso ad essere estromessi, silenziati, resi invisibili e allo stesso tempo accogliere pubblici diversificati, con diverse abilità, neurodivergenti, pubblici che difficilmente accedono all’esperienza culturale perché le iniziative non sono adeguate alle loro necessità e ai loro bisogni.
Per tutti gli eventi gratuiti è fortemente consigliata la prenotazione tramite Eventbrite.
Slash Festival è consapevole che l’accessibilità non è un traguardo, ma una continua messa in discussione di abitudini, radicate nel nostro pensiero, che ostacolano la partecipazione alla cultura e alla vita sociale. Per questo, oltre a continuare un lavoro sull’accessibilità in termini di comunicazione e di programmazione, da quest’anno vogliamo lavorare anche sul fronte dell’accessibilità economica, così ci siamo fatti ispirare dalle nostre colleghe e dai nostri colleghi di Orlando Festival di Bergamo (che verranno a raccontare il loro lavoro nella giornata di chiusura del Festival, a testimonianza di un percorso condiviso) e vogliamo lanciare la proposta del biglietto PAY WHAT YOU WANT (PWYW).
Crediamo che la cultura debba essere accessibile a tutti e a tutte e che la giustizia sociale passi anche dalla possibilità di partecipare senza barriere economiche. Come Slash Festival non vogliamo che l’arte e la cultura siano privilegio di pochi e anzi vogliamo che un numero sempre più ampio di persone possa beneficiare delle nostre proposte culturali. Per la seconda edizione di Slash Festival, quindi, vogliamo introdurre il sistema del "Pay What You Want", già attivo in tanti festival e teatri d’Europa: al momento dell’acquisto del biglietto, il pubblico potrà selezionare la fascia di prezzo più adatta alle proprie esigenze.
Lo spettatore e la spettatrice in autonomia potrà “autodefinire” il prezzo del biglietto che a suo modo di vedere corrisponde maggiormente alle proprie capacità di spesa, scegliendo tra PARTECIPO: 3,00 € / CONTRIBUISCO: 6,00 € / SOSTENGO: 10,00 €
ACCOMPAGNATORE/TRICE PERSONA CON DISABILITÀ: Gratuito. Le persone con disabilità motoria e/o con obbligo di accompagnatore possono scrivere a anna@artevoxteatro.it per prenotare il proprio biglietto e segnalare eventuali esigenze specifiche. Il biglietto potrà essere ritirato in cassa prima dell'inizio dell’evento.
OPERATRICI E OPERATORI
Il biglietto è gratuito: compila il form per accreditarti

La terza edizione del festival si svolgerà nelle seguenti location:
Biblioteca e Parco Anselmo da Baggio, Via Pistoia 10
Parcheggio gratuito Via Pistoia
da MM1 Bisceglie Bus 76 fermata Via Val D'intelvi Via Cusago + 450mt a piedi
Boscoincittà, Ingresso consigliato da Via Ponte del Giuscano
Parcheggio gratuito in Via Alberto Cavaliere / Via Figino
MM1 Molino Dorino poi Bus 80 + 300mt a piedi
mare culturale urbano - cascina torrette, Via Quinto Cenni 11
Parcheggio a pagamento Via Novara
Bus 80 / Piazza Amati + 280 mt a piedi
Parco delle Cave, ingresso da Via Bonaventura Broggini
Parcheggi gratuiti Via Bonaventura Broggini / Via Cancano 5
Bus 67 fermata Via Rismondo Via Canevari + 500mt a piedi
Spazio Teatro 89, Via Fratelli Zoia 89
Parcheggio a pagamento di fronte al teatro
1,2 km a piedi da MM5 Stadio San Siro
Bus 49 / 78 fermata Via Marchesi Via F.Lli Zoia + 80mt a piedi
slash/festival è un percorso in continua crescita verso l’accessibilità, il nostro team si sta impegnando affinché tu possa vivere questo festival nel miglior modo possibile. Nel KIT DI ACCESSIBILITÀ scaricabile qui sotto sono indicati per ogni evento gli aspetti di accessibilità (o non accessibilità) attraverso delle icone* che riguardano:
- l’eventuale assenza di barriere
- la predisposizione di strumenti di accessibilità come sottotitolazione e audiodescrizione poetica
- la segnalazione di stimoli sensoriali
- la presenza di contenuti spinosi
Inoltre, ogni evento è classificato in base ad un termometro da uno a cinque che indica il livello di:
Per qualsiasi necessità puoi contattare Anna Maini (accessibility manager) | anna@artevoxteatro.it
*Le icone utilizzate per questo progetto fanno parte dell’ “Iconic Accessibility Toolkit”, un progetto di Elia Zeno Covolan disponibile con licenza creative common BY-NC-SA. Info: elia.covolan@gmail.com.
slash/festival
slash@artevoxteatro.it
351 3133440






