(Spettacoli)
Il Giardino Segreto

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Ideazione e regia: Anna Maini
Performer: Woody Palmieri
Scene e costumi: Claudia Botta
Estetica e illustrazioni: Rossana Maggi
Testi in CAA: Eugenia Maini
Organizzazione: Morea Velati
Direzione di produzione: Marta Galli
Foto di scena: Monica Locati
Consulenza Educativa: Eleonora Colombini
Produzione: ArteVOX Teatro

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Il giardino segreto è un progetto sperimentale che ha come obiettivo il riconoscimento del diritto alla cultura e all’arte, fondamentale per tutti gli esseri umani.
L’accessibilità è un'occasione preziosa per mettere in discussione i processi della creazione artistica e per innovare i linguaggi della scena per l’infanzia.

In un luogo accogliente e raccolto si trova Samay, che inventa modi per fare amicizia.
Con il suo “viaggiarmadio” porta le sue invenzioni in giro per il mondo e con queste si avvicina lievemente alle persone che entrano nel suo giardino scoprendo quanto possono essere meravigliose e sorprendenti!

Come è strutturato
Lo spettacolo è articolato in 5 incontri preceduti da un laboratorio nella scuola o nel centro.
Due incontri con educatori, insegnanti o famiglie aprono e chiudono il progetto per approfondire la conoscenza dei bisogni specifici di ciascun partecipante e condividere un feedback sull’esperienza.

Lo Spazio
Il giardino segreto è una struttura autoportante di mt. 4,5x3x4 (LxPxH) che può essere allestita in parchi, cortili, aule, palestre, teatri a seconda della stagione e delle esigenze.

The Art of Being | Formazione su accessibilità

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The Art Of Being è un percorso di formazione e consulenza prototipato da ArteVOX Teatro e rivolto a singoli artisti, compagnie, teatri, insegnanti, scuole e organizzazioni che vogliono fare dell'accessibilità uno strumento di lettura delle arti performative e un'occasione per innovarne poetiche e linguaggi, in un’ottica di un teatro davvero per tutti e tutte.

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The Art Of Being è un percorso di formazione e consulenza strutturato da ArteVOX Teatro che nasce a seguito di un progetto di alta formazione a cui i nostri operatori hanno partecipato tra Regno Unito e Israele nel 2023, all'interno dell'esperienza VERSO UN TEATRO RAGAZZI ACCESSIBILE, con il contributo del Ministero della Cultura e di Assitej Italia.

Il percorso di formazione e consulenza riguarda metodologie e strategie innovative di accessibilità verso i pubblici con bisogni complessi, specifici e con disabilità sensoriali, cognitive o fisiche, ed è rivolto a singoli artisti, compagnie, teatri, insegnanti, scuole e organizzazioni che vogliono fare dell'accessibilità uno strumento di lettura delle arti performative e un'occasione per innovarne poetiche e linguaggi, in un’ottica di un teatro davvero per tutti e tutte.

L'obiettivo del percorso è capacitare artisti, operatori e organizzazioni per potenziare le competenze interne con strumenti molto concreti per accogliere e rispondere alle necessità e ai bisogni dei diversi pubblici (siano essi pubblico teatrale, classi, scuole o altri contesti culturali), adottando strategie di inclusione e accessibilità che possono adattarsi alle singole realtà e situazioni, partendo da un'analisi delle esigenze di ciascuno.

Nello specifico il percorso fornisce consulenze in ambito di comunicazione e gestione del pubblico prima dopo e durante gli spettacoli o i momenti di condivisione, fornisce strumenti concreti ai beneficiari (teatri, compagnie, insegnanti, educatori) per accrescere le proprie competenze con uno sguardo internazionale.

Il percorso è modulabile e del tutto personalizzabile in base alle necessità e agli obiettivi che ciascun partecipante vuole raggiungere.

Per contatti e ulteriori informazioni accessibilita@artevoxteatro.it

SuperSensibile, rassegna accessibile

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SuperSensibile è un progetto di ArteVOX Teatro

realizzato in collaborazione con la Parrocchia San Michele Arcangelo di Vimercate

con il contributo di Fondazione di Comunità Monza Brianza


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SuperSensibile è il desiderio di accogliere a teatro tutti i bambini e tutte le bambine.

Crediamo che il teatro e la cultura siano un diritto di tutti, è quindi nostro dovere renderli il più accessibili possibile.

Obiettivi del progetto sono:

- Accogliere a teatro bambini e bambine neurodivergenti o con bisogni speciali che ad oggi sono esclusi dalla fruizione teatrale;

- Sensibilizzare la comunità sui temi della fragilità, della disabilità, dell’autismo;

- Attivare le risorse della comunità attraverso il coinvolgimento delle persone che vorranno mettere a disposizione le loro competenze (sanitarie, psicologiche, artistiche, culturali...) per sviluppare e migliorare il progetto.

Grazie a SuperSensibile da gennaio 2024 durante gli appuntamenti della rassegna OGNI FAVOLA E' UN GIOCO a TeatrOreno saranno disponibili:

- Dispositivi di facilitazione come cuffie antirumore, occhiali oscuranti, giochini antistress per lo stimming

- Una persona in accoglienza per rispondere adogni tua esigenza specifica

- Uno spazio relax nel foyer dove puoi andare sene senti la necessità, prima, durante o dopo lo spettacolo

- Un angolo lettura con libri in CAA (realizzato in collaborazione con la Biblioteca Civica di Vimercate)

- La storia dello spettacolo con la Comunicazione Alternativa Aumentativa(CAA), che puoi richiedere anche nei giorni precedenti per prepararti alla visione

Se vuoi saperne di più o collaborare a rendere la rassegna ancora più inclusiva, contattaci!

Volo 903. Emil Zatopek: il viaggio di un atleta

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Progetto di Stefano Annoni

da una suggestione di Renata Molinari

testo di Maddalena Mazzocut-Mis

con Stefano Annoni e Daniele Gaggianesi

regia di Massimiliano Speziani

assistente alla regia Anna Mainidisegno

luci Marco Grisa

direttrice di produzione Marta Galli

Una produzione ArteVOX Teatro e Teatro Sociale di Como

in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano

con il patrocinio di C.O.N.I. Lombardia

media partner Gazzetta dello Sport

un particolare ringraziamento a Almostthere.eu

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Helsinki, 1952: è con il numero 903 che Emil Zàtopek vince tre medaglie d'oro e batte i record olimpici nei 5.000 mt, 10.000 mt e nella maratona.Impresa unica, memorabile, quella maratona che decide di correre all'ultimo momento: "Se vuoi vincere corri i cento, se vuoi vivere corri la maratona".

Vive Emil, con coraggio, ostinazione, fatica.

Si contrae, si contorce, soffre, ansima, sbuffa, digrigna e stride come una locomotiva. La locomotiva umana. Nessuno stile, tutta forza. Corre Emil, anche nella vita, attraverso la storia della Cecoslovacchia. Corre, anche quando il regime lo confina in Siberia ai lavori forzati, per aver chiesto un Socialismo dal volto umano, firmando il Manifesto delle Duemila Parole durante la Primavera di Praga nel 1968.

Anche quando, rimpatriato, lo mettono a fare il netturbino e tutti escono sui balconi per vederlo. Zàtopek ancora, dietro il camion della spazzatura, corre.Conoscitore del dolore e capace di sconfiggere la sofferenza in gara e fuori dalle competizioni, Emil Zàtopek ama correre e vincere. Questo lo distingue da tutti.

Ma distinguersi nel suo Paese è una pericolosa inclinazione, che va normalizzata.

Sulla scena prende vita una sorta di processo onirico.
Ad animarlo due attori, di fronte al pubblico, testimone silente. L'aula del processo: un'arena, una pista da corsa, uno stadio olimpico, un teatro.Il resto è nelle gambe, nel respiro, nella fatica di una corsa, la corsa di una vita, la vita di Emil Zàtopek.

Qualcosa di nuovo, Una ricetta per l'integrazione

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Spettacolo teatrale con cucina

Con Rosanna Sparapano e Marta Galli

Regia e drammaturgia Anna Maini

Produzione ArteVOX Teatro

Con il contributo di Coop Lombardia

Fotografie di Roberto Finizio e Duccio Agresti

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Lucia e Yelè fanno le cameriere in un ristorante di provincia. Diverso è il colore della loro pelle, la loro provenienza, la loro lingua e la loro cultura e la diversità genera diffidenza.
Improvvisamente però Lucia e Yelè si trovano complici, loro malgrado, di un omicidio e impegnate a trovare un modo per nascondere il misfatto: tra serrati ritmi comici e atmosfere surreali i due mondi, prima così distanti, si fondono in "qualcosa di nuovo".


Comincia un viaggio che le porterà a riconoscersi semplicemente come donne. Forse amiche.
“Qualcosa di Nuovo” è una storia di integrazione quotidiana, che unisce il teatro ad una vera e propria cena.
Il risultato è una ricetta unica, sulla tavola e sul palcoscenico!

Le tematiche affrontate dallo spettacolo sono: l'integrazione culturale, la maternità, il tema del femminile e della difficoltà soprattutto per le donne di coniugare lavoro e famiglia nella nostra società, la solidarietà femminile, il mondo del lavoro con i suoi soprusi e sfruttamenti.


DOVE SI FA QUESTO SPETTACOLO?

Qualcosa di Nuovo è uno spettacolo teatrale con cucina. Si svolge nelle sale dei ristoranti, non necessità né di palco, né di luci, né di particolari dotazioni tecniche.

La rappresentazione è contemporanea alla cena, questo significa che il pubblico presente in sala mangia durante la rappresentazione.

La cena è libera e a discrezione degli organizzatori.

Alcune tra le date di Qualcosa di Nuovo...

Debutto 14 giugno 2009 – Ristorante "Il Maglio" Sesto San Giovanni (Mi)

30 settembre 2009 – Arci Bitte, Milano

25 ottobre 2009 – Festa del Teatro, ristorante "Il Maglio" Sesto San Giovanni (Mi)

9 e 23 novembre 2009 – Teatro Guanella, Milano

15 novembre 2009 – Osteria Cascina Rossino, Ornago (Mb)

12 dicembre 2009 – Arci Tom, Mantova

8 marzo 2010 – Piacenza, Auditorium Santa Maria della Pace

15 maggio 2010 – Teatro Oreno, Vimercate (Mb)

29 maggio 2010 – Custoza (Vr)

29 gennaio 2011 – Teatro Comunale di Novate Milanese

30 giugno 2011 – Trattoria Poma, Milano

21 ottobre e 20 novembre 2011 – L'Angolo del Moriano, Vimercate (Mb)

17 luglio 2012 - Il Maglio, Sesto San Giovanni (Mi)

29 settembre 2013 - Monastero di Brugora, Besana Brianza (Lc)

5 e 6 gennaio 2014 - Brass Jazz Club, Catania8 marzo 2014 - Villa Scheibler, Quarto Oggiaro (Mi)

15 marzo 2014 - Casa Privata, Arcore (Mi)

16 marzo 2014 - Centro Sulé, Agrate Brianza (Mi)

Piazza Fontana

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Testo di Paolo Trotti con contributi di Alessandro Bertante, Gianni Cervetti, Piero Colaprico, Eugenio Finardi, Letizia Russo

Con Stefano Annoni, Chiara Verzola

Musiche originali Tommaso Ferrarese

Aiuto regia Luca Tripeni Zanforlin

Scena e costumi Katia Vitali

Regia Paolo Trotti

Spettacolo realizzato con il patrocinio e il contributo della Provincia e del Comune di Milano

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"Parlo di una coppia di amanti che si incontrano sulle scale, attaccati a una saracinesca, sospesi sopra Milano tra le gambe di quella madonna dorata che tanto piccola non è.
Parlo di quelli che restano. Dei sopravvissuti. Delle famiglie.
Parlo di Milano. Della sua ferita che non ha sutura. Parlo della Piazza rimasta lì con un buco nel fianco coperto dalle lenzuola.
Parlo.
E le mie sono solo parole, perché non ero lì e non so altro che la sedia, rimasta in piedi, dei telegiornali... dopo...
dopo è cominciato tutto... Dopo."

Questo spettacolo vuole distaccarsi dalla mera elencazione dei fatti che portarono all’esplosione del dodici dicembre, per raccontare invece una storia d’amore.

Una storia d’amore in cui la bomba è sempre presente e che chiuderà poi la vicenda.

L’amore ha una sua eternità, ci dà la sensazione che possa sconfigge o quanto meno andare oltre la morte, e la nostra storia, per un attore e un’attrice, è quella dell’amore impossibile tra una ragazzo e una ragazza, ambientata a Milano nel 1969, negli ultimi cinque giorni che precedono lo scoppio della bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana.

La struttura dello spettacolo è lineare: un filo drammaturgico è costituito dalla storia d’amore tra i due protagonisti, che prende spunto nel suo svolgimento sia dalla canzone di Herbert Pagani “Albergo a ore”, sia dall'intramontabile tragedia di Shakespeare “Romeo e Giulietta”. La storia d'amore raccontata, infatti, ci accompagna dall’incontro tra i due, alla scoperta del loro amore impossibile perché ognuno di essi ha già dei vincoli sentimentali e una famiglia (pretesto questo anche per approfondire un aspetto della vita sociale di quei tempi in Italia, dove il matrimoni combinato e lo sposarsi non per amore era un'abitudine ancora diffusa e il divorzio ancora illegale), i conflitti nati dalla paura dell’abbandono, il coronamento della storia d’amore, e la morte come effetto collaterale dell’esplosione della bomba.

A questo primo “filone drammaturgico” si intreccia, attraverso monologhi, dialoghi, la storia di Milano nei cinque giorni che precedono lo scoppio della bomba, la storia degli avvenimenti che portarono all’esplosione. Questi contributi testuali saranno scritti da importanti esponenti della cultura e della politica milanese come Alessandro Bertante, giornalista e collaboratore di Repubblica Milano, Gianni Cervetti, allora vicesegretario della Federazione milanese del Partito Comunista ed ex europarlamentare, Eugenio Finardi, noto cantautore milanese, Piero Colaprico, scrittore e giornalista, Letizia Russo, drammaturga e attrice.

La tesi di fondo è che la strage di Piazza Fontana diede storicamente il via alla stagione del terrore in Italia, quella che poi fu chiamata dagli storici “strategia del terrore”: furono proprio quelle prime vittime ad aprire la porta a tutte quelle che seguirono, per questo quel giorno diventa così significativo, è la perdita dell’innocenza di un'intera città, di un’intera generazione, quella che arriva dalle lotte del 1968 e la vicenda dei due amanti diviene trasposizione personale di questa morte.

Il collante di questi avvenimenti è l’intreccio della storia dell’Uomo con la storia dell’Umanità, lo spaesamento tragico, l’horror vacui che ci coglie appena scorgiamo dietro la tenda della nostra vita l’ombra di una macchina che continua nonostante noi. La scoperta della fallibilità, della mortalità. La morte. Il lavoro quindi nasce per contrasto, se la Grande Storia è una ruota che ci passa sopra, o accanto, come per Manzoni, l’unica strada per sconfiggerla è l’Amore. A quello, si, l’uomo, può mettere la A maiuscola.

Lo spettacolo “Piazza Fontana, una storia d'amore” è stato in scena dal 9 al 20 dicembre 2009 presso la Sala della Cavallerizza del Teatro Litta di Milano.

A.N.N.A. - Amore Non Ne Avremo

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Un progetto di Roberto Rampi

Testo di Giuseppe Adduci

Regia Paolo Trotti

Con Stefano Annoni, Paolo Cosenza, Marta Galli

Aiuto regia Anna Maini

Assistente alla regia Luca Tripeni Zanforlin

Scene Luna Mariotti

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"Nubi di fiato rappreso s'addensano sugli occhi in uno strano scorrere di ombre e di ricordi:
una festa, un frusciare di gonne, uno sguardo, due occhi di rugiada, un sorriso, un nome di donna: Amore Non Ne Avremo"

Il 9 maggio 1978 è il giorno della morte di Aldo Moro e Peppino Impastato.

Partendo da questa apparente fatalità che accomuna queste due importantissime figure della nostra recente storia italiana l'autore Giuseppe Adduci con “A.N.N.A. - Amore Non Ne Avremo” dà voce ai sogni, alle idee e alle vibrazioni schiacciate dalla violenza, rimettendo al centro l'idealità dei due protagonisti e soprattutto rimettendoli in comunicazione con lo spettatore attraverso una progressiva costruzione di una relazione tra loro.

Che cosa avrebbe detto Peppino Impastato ad Aldo Moro in quei tragici giorni del sequestro se avesse potuto parlargli? E, al contrario, quali parole Moro avrebbe rivolto a quel ragazzo, che avrebbe potuto essere suo figlio e che stava rischiando la propria vita per cercare di costruire un futuro diverso per la sua terra?

A trent'anni da quel tragico giorno cosa rimane oggi di questi martiri della democrazia? Come possono le loro storie e le loro vite interrotte parlare al nostro presente?

Il 9 maggio 1978 lʼassassinio di Aldo Moro e degli uomini della sua scorta ha segnato un colpo definitivo alla credibilità di chi proponeva una via violenta al cambiamento.

Lʼomicidio Impastato, classificato come suicidio e atto terroristico per molti anni, è oggi uno dei simboli della lotta alla mafia. Oggi vogliamo dire che la storia ha forse iniziato a rendere giustizia a questi due uomini, facendo prevalere le idealità di Moro e Impastato sulla brutalità dei loro carnefici. Le idee sulla forza. Lʼamore sulla morte.

“A.N.N.A. - Amore Non Ne Avremo” ha debuttato dal 7 all'11 maggio 2008 nella stagione del Teatro alle Colonne di Milano.

DATE:


DEBUTTO 7 all'11 MAGGIO 2008 - Teatro alle Colonne - Milano

25 Giugno 2008 - Empoli, Festa Democratica

13 Luglio 2008 - Poggibonsi (Si), Festa Democratica

19 Luglio 2008 - San Miniato (Pi), Festa Democratica

20 Luglio 2008 - Bergamo, Festa Democratica

25 Luglio 2008 - Cantù (Co), Festa Democratica Provinciale di Como

27 Luglio 2008 - Carrara, Urla Padula Festival

30 Luglio 2008 - Suzzara (Mn), Festa Democratica Provinciale di Mantova

21 Agosto 2008 - Siena, Festa Democratica

3 Settembre 2008 - Milano, Festa Democratica Provinciale

4 Settembre 2008 - Alessandria, Festa Democratica

26 Ottobre 2008 - Festa del Teatro 2008, Società Umanitaria, Salone degli Affreschi

Cena con Gramsci

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Da un’idea di Roberto Rampi e un’ostinazione di Marta Galli

Testo di Davide Daolmi

Regia di Andrea Lisco

con Marta Galli, Stefano Annoni, Daniele Gaggianesi, Fabio Paroni, Paola Piacentini, Alessia Stefanini, Michela Vietri

Scene e costumi: Katia Vitali e Ambra Rinaldo

Assistenti alla regia: Anna Maini e Ambra Rinaldo

Coreografie e preparazione vocale: Valentina Buttafarro

oce di Gramsci: Eugenio Finardi

Prodotto dall’ Associazione Culturale ArteVOX

con il sostegno di LegaCoop Lombardia, Camera del Lavoro di Milano e CGIL Lombardia

con il patrocinio di Regione Sardegna, Provincia di Milano, Comune di Milano, Fondazione Istituto Gramsci, Fondazione “Giuseppe Di Vittorio”, Casa della Cultura di Milano e F.A.S.I. (Federazione Associazioni Sarde Italiane)

con la collaborazione di Camera del Lavoro di Oristano e Associazione Culturale Secondo Maggio

Ulteriori info sullo spettacolo e sul progetto "NINO3707" su www.gramscipop.it

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Cena con Gramsci racconta le idee del grande pensatore, le sue lotte, rivissute nella verità e nella finzione di interpreti che sono prima di tutto «uomini qualunque» occasionalmente venuti a incrociare il cammino di Jacopo, il protagonista dello spettacolo, giovane studente universitario laureando in filosofia con una tesi sul pensiero di Antonio Gramsci.

Vicende diverse, quotidiane, disincantate, si alimentano nella sua esuberanza contagiosa che cerca lo spunto per ribellarsi alla seduzione dell’apatia.

Una laica rappresentazione della vita di «una persona di buon senso», rivissuta stazione per stazione: la risposta al disagio di Jacopo è l’occasione per aprire gli occhi sull’impoverimento culturale che prolifera nell’indifferenza della nostra società attuale. O così sembra.

“Cena con Gramsci” è stato inserito il 5 maggio 2007 in anteprima assoluta nella rassegna “Revisionare il Revisionismo”, organizzata dalla Casa della Cultura e ha debuttato l’8 e 9 Maggio 2007 al Teatro della Cooperativa di Milano.

Ulteriori info sullo spettacolo e sul progetto "NINO3707" su www.gramscipop.it

Briciole di Felicità

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Progetto di ArteVOX Teatro
Produzione Fondazione Sipario Toscana e Linguaggicreativi

di Anna Maini
ispirato a Il Venditore di felicità di Davide Calì e Marco Somà, Kite Edizioni
regia ArteVOX Teatro
consulenza artistica David Faraco
con Alessia Candido e Matteo Piovani
costruzione muppet Sig. Formicola e Marco Lucci | Laborincolo
illustrazioni ed elaborazione estetica Rossana Maggi
design e animazione video Maria Elena Fusacchia
scene Marta Galli e Maria Elena Fusacchia
realizzazione scenografia Luigi Di Giorno
oggetti di scena Giorgia Goldoni
musiche originali Gipo Gurrado, Francesco Saverio Gliozzi
direzione di produzione Marta Galli
segreteria organizzativa Isabella Procaccini
un grazie speciale a Nadia Milani

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Nel bosco delle case sospese irrompe all'improvviso il Venditore di Felicità: vende felicità in barattolo!

Tutti gli abitanti la comprano, ne hanno un gran bisogno! Peccato però, i barattoli sono vuoti! Ma dov'è finita la loro felicità? Chi l'ha presa?


Ai piedi delle case sospese, nel “buco”, vive Ohibò. Ohibò è strano, parla una lingua diversa dalla loro, sembra felice. Lui la felicità del Venditore non la compra.

Che abbia rubato lui la loro felicità?


Inizia così l’avventurosa ricerca che porterà gli abitanti del villaggio a uscire dalle loro case e a conoscersi davvero.
Quando scopriranno il segreto di Ohibò scopriranno il segreto della felicità.

Briciole di felicità è uno spettacolo di teatro di figura con 8 muppet a taglia umana in scena. Le ambientazioni magiche sono realizzate con videoproiezioni di illustrazioni originali di Rossana Maggi animate in motion graphic da Maria Elena Fusacchia.

Il progetto nasce nel 2018 dall'incontro con il libro IL VENDITORE DI FELICITÀ e specialmente con le illustrazioni di Marco Somà (premio Andersen 2019).

Ci siamo chieste: che cosa significa felicità per ciascuno di noi, per le persone che ci stanno vicine?

Abbiamo realizzato corsi, laboratori, incontri di teatro d’attore e di figura con bambini dai 5 ai 10 anni indagando il tema della felicità. Poi è arrivata la pandemia e ci siamo rese conto che la felicità aveva assunto significati diversi da prima per i piccoli, ma anche per i grandi. Così anche il nostro lavoro si è arricchito di altri significati.

Abbiamo sentito che avevamo tutti bisogno di Ripartire dalla felicità.

Con questo spettacolo vorremmo aiutare i bambini e le bambine ad elaborare la sofferenza facendoli sentire parte di una comunità attenta ai loro bisogni, dicendo loro “non vi abbiamo abbandonato, siamo qui per voi ora”.

Per noi lo strumento per raggiungere la felicità è proprio l’arte, il teatro.

La forza della comunità contro l’individualismo.

La felicità nascosta nelle briciole di umanità che ognuno di noi condivide con gli altri.

LEGGI LA RECENSIONE DI EOLO-RAGAZZI.IT

Lupi buoni e tori con le ali

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testo di Anna Maini

regia Benedetta Frigerio

con Giulia D'Imperio e Paola Palmieri

scenografia, illustrazioni e pupazzi Rossana Maggi

costumi Claudia Botta e Rossana Maggi

realizzazione e consulenza video Michele Cremaschi

musiche e suoni originali Enrico Ballardini

voci registrate di Tommaso Banfi, Renata Coluccini, Marta Comerio, Dario De Falco, Franco Spadavecchia

direttore di produzione Marta Galli

Si ringrazia per la consulenza psicologica la dott.ssa Simona Adelaide Martini


Ideato e realizzato da ArteVOX Teatro

con il sostegno del Teatro del Buratto

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Chi l'ha detto che tutti i lupi sono cattivi? E che tutte le coccinelle portano fortuna? Che i draghi fanno paura? E chi l'ha detto che i tori non possono volare?C'erano una volta un lupo buono che desiderava tanto avere dei cuccioli, un drago spiritoso, una coccinella malvagia e... due tori con le ali!

La storia che raccontiamo guarda nel profondo del cuore, senza fermarsi alle apparenze, senza leggere il mondo attraverso quelle fastidiose etichette che troppo spesso mettiamo addosso alle persone oppure, ci sentiamo addosso noi stessi. Chi l'ha detto che Mattia è monello? E che Chiara sia troppo timida e impacciata? Forse non “sono” in un modo solo, ma al contrario, contengono dentro di sé tanti modi di essere, tutti insieme.

E così ecco a voi Abaco e Rustico, i protagonisti della nostra storia, che sono talmente fuori dagli schemi da sommare in sé le caratteristiche di tre animali diversi: delle vistose corna da toro, delle grandi ali da ape e delle belle zampe palmate da cigno.

Esseri impossibili da etichettare, troppo complessi per essere “semplificati” con un'unica definizione. Inizialmente la loro unicità li fa sentire soli, ma si trasformerà presto nella felicità condivisa di sentirsi accettati semplicemente per come si è.

Uno spettacolo delicato, divertente e ricco di linguaggi che racconta di mondi e personaggi fantastici.

Una storia che attraverso la metafora degli animali (molto frequentata nell'immaginario dei più piccoli grazie alle favole) parla del valore della diversità e della bellezza di trovare la strada giusta per esprimere liberamente il tesoro che ognuno di noi racchiude dentro di sé, e che ci rende unici e preziosi.

Lo spettacolo si avvale del linguaggio del teatro di figura con pupazzi, di videoproiezioni di cartoon originali realizzati con la tecnica della stop motion e del teatro d'attore.

Guida tematica: accettazione di sé e dell'altro, libertà di espressione, amicizia, oltre gli stereotipi.

La Ghita

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Liberamente ispirato a "L'astuta Ghita" dei fratelli Grimm

Adattamento drammaturgico e regia: Anna Maini

Con:  Marta Galli e Rossana Maggi

Illustrazioni, animazioni, scenografie: Rossana Maggi

Costumi: Claudia Botta

Voce registrata: Matteo Imbriani

Vocalist: Valentina Buttafarro

Per l'editing audio si ringrazia Azione Solidale e Shareradio

Menzione speciale della giuria al Premio Nazionale di Teatro Ragazzi “Otello Sarzi” 2015


Special panel mention at the Children's Theatre National Award "Otello Sarzi" 2015

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In un intreccio di profumi, sapori, illustrazioni dal vivo e teatro d’attore si racconta la storia della simpatica cuoca golosona Ghita alle prese con un burbero padrone.

La protagonista e i personaggi disegnati con cui lei interagisce usano pochissime parole in una lingua inventata che nasce dalle onomatopee ed è, per questo, universalmente comprensibile.

L'atmosfera è quella dei film muti dei primi del '900, sottolineata dalla colonna sonora che cita grandi classici delle musiche d'autore per pellicola (da Gershwin a Scott Joplin, dalle danze ungheresi di Brahms dei film di Chaplin fino ai temi di Hitchcock e alle sigle di notissime serie televisive degli anni '70 e '80).

Durante spettacolo Ghita cucina davvero e offre ai suoi piccoli ospiti le delizie che ha preparato. 


La Ghita non è solo una divertente storia da seguire, ma soprattutto un'esperienza sensoriale tutta da gustare!


Il sale di prezzemolina

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I diritti dei bambini nelle "Fiabe Italiane" di Italo Calvino

Spettacolo teatrale per bimbi dai 5 anni e laboratorio di scrittura creativa e drammatizzazione per bambini dagli 8 agli 11 anni


adattamento drammaturgico e regia Anna Maini

con Marta Galli

Costumi Claudia Botta

Scene Maria Chiara Di Marco

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Il sale di Prezzemolina è uno spettacolo teatrale che, nelle scuole, viene associato ad un laboratorio di scrittura creativa e drammatizzazione per il secondo ciclo della scuola primaria e per la prima classe della scuola secondaria inferiore.Attraverso il racconto delle fiabe, spesso luogo di diritti violati, si danno ai bambini e ai ragazzi gli strumenti per sviluppare una maggiore consapevolezza dei propri diritti, che li aiuti a rispettare gli altri e farsi rispettare dagli altri, siano essi coetanei o adulti.

LO SPETTACOLO

Durata 40 min | Luogo: la classeUn'attrice interpreta due fiabe della tradizione popolare italiana nella versione tratta da "Fiabe Italiane" di Italo Calvino: "Bene come il sale" e "Prezzemolina". Nove personaggi si susseguono in un'infinità di trasformazioni dove i costumi sono delle vere e proprie macchine sceniche. Le poetiche atmosfere incantano i piccoli spettatori portandoli in quel sogno che solo la magia del teatro è in grado di regalare!

IL LABORATORIO

Durata 80 min | Luogo: la classeProgramma:

- Lettura collettiva della "Carta dei diritti dei bambini e degli adolescenti"

- Individuazione dei diritti violati all'interno delle fiabe raccontate durante lo spettacolo

- Divisione in gruppi- Scelta dei diritti di riferimento

- Invenzione e scrittura della storia- Drammatizzazione della storia davanti alla classe

- Domande alle storie da parte dei bambini e ragazzi

DURATA COMPLESSIVA INTERVENTO IN CLASSE: 120 min.

Materiali:

- "I diritti dei bambini" (Edizione I Quindici)

- "Fiabe Italiane" (Edizione Einaudi, collana Gli Struzzi)

OPERATORI: Marta Galli (spettacolo) e Anna Maini (laboratorio)

Caro Teatro

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Ideazione, direzione artistica e organizzativa ArteVOX Teatro, Schedia Teatro e Drogheria Rebelot

In programma a Teatro Linguaggicreativi, Milano

Con il contributo di Comune di Milano

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“Caro Teatro” è una rassegna teatrale dedicata ai più piccoli in cui al centro c’è la relazione: relazione tra il pubblico e gli artisti in scena con incontri dedicati di confronto e di rielaborazione del vissuto, relazione tra il pubblico e il Teatro, come luogo fisico, in cui riconoscersi e in cui sviluppare un senso profondo di appartenenza ad una collettività, relazione tra i piccoli e i grandi spettatori che vivono insieme un’esperienza artistica emozionante che li unisce per un’ora o, forse, per molto di più.

Quanto ci sono mancate le relazioni in questi ultimi mesi! Caro Teatro, aiutaci a ritrovarle, quelle belle, quelle vere, quelle che fanno stare bene.

La rassegna è stata programmata nel 2021 presso lo spazio di Teatro Linguaggicreativi di Milano ed è stata ideata e organizzata da tre compagnie teatrali: ArteVOX Teatro, Schedia Teatro e Drogheria Rebelot, con il sostegno del Comune di Milano e in collaborazione con la cooperativa EQUA, la Cooperativa ATLHA, l’associazione Fedora e l’Associazione Laboratorio Silentsio.

La rassegna è in parte accessibile a bambini e bambine sorde attraverso la traduzione simultanea di alcuni spettacoli con la Lingua Italiana dei Segni (LIS).

Caro Teatro

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Ideazione, direzione artistica e organizzativa ArteVOX Teatro, Schedia Teatro e Drogheria Rebelot

In programma a Teatro Linguaggicreativi, Milano

Con il contributo di Comune di Milano

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“Caro Teatro” è una rassegna teatrale dedicata ai più piccoli in cui al centro c’è la relazione: relazione tra il pubblico e gli artisti in scena con incontri dedicati di confronto e di rielaborazione del vissuto, relazione tra il pubblico e il Teatro, come luogo fisico, in cui riconoscersi e in cui sviluppare un senso profondo di appartenenza ad una collettività, relazione tra i piccoli e i grandi spettatori che vivono insieme un’esperienza artistica emozionante che li unisce per un’ora o, forse, per molto di più.

Quanto ci sono mancate le relazioni in questi ultimi mesi! Caro Teatro, aiutaci a ritrovarle, quelle belle, quelle vere, quelle che fanno stare bene.

La rassegna è stata programmata nel 2021 presso lo spazio di Teatro Linguaggicreativi di Milano ed è stata ideata e organizzata da tre compagnie teatrali: ArteVOX Teatro, Schedia Teatro e Drogheria Rebelot, con il sostegno del Comune di Milano e in collaborazione con la cooperativa EQUA, la Cooperativa ATLHA, l’associazione Fedora e l’Associazione Laboratorio Silentsio.

La rassegna è in parte accessibile a bambini e bambine sorde attraverso la traduzione simultanea di alcuni spettacoli con la Lingua Italiana dei Segni (LIS).

Ogni Favola è un Gioco

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Progetto di ArteVOX Teatro in collaborazione con Parrocchia San Michele Arcangelo, Oreno di Vimercate

Con il patrocinio del Comune di Vimercate

Direzione artistica Marta Galli

Organizzazione e produzione Morea Velati

Biglietteria Rosanna Tommasone

Accessibility Manager Anna Maini

Responsabile tecnico Flavio Villa

Con il contributo di Fondazione della Comunità di Monza e della Brianza

Le illustrazioni di tutte le locandine sono di Rossana Maggi

www.teatroreno.it

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Dal 2014 ArteVOX programma la stagione per bambini e famiglie "OGNI FAVOLA E' UN GIOCO" di TeatrOreno, a Vimercate (Mb). La sala, di proprietà della parrocchia, ha una capienza di 258 posti. In aggiunta alla stagione famiglie dal 2016 parte anche con la programmazione per le scuole del territorio di Vimercate e comuni limitrofi. Entrambe le stagioni sono ormai consolidate e hanno contribuito a formare un pubblico di famiglie e scuole attente a proposte di qualità sul territorio. Gli spettacoli sono selezionati dalla direzione artistica all'interno delle migliori proposte di teatro ragazzi del panorama nazionale.

Dal 2022 la stagione è diventata accessibile ad un pubblico sordo attraverso la traduzione in LIS degli spettacoli e ad un pubblico neurodivergente con la messa a disposizione di presidi inclusivi e relaxed performance. Per informazioni contattare l'Accessibility Manager Anna Maini - 347.0105286

www.teatroreno.it

Gramsci | Graphic Novel

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Da un’idea di Roberto Rampi e di Marta Galli

tratto dal testo teatrale di Davide Daolmi

adattamento di Elettra Stamboulis

Illustrazioni di Gianluca Costantini

Introduzione di Giuseppe Vacca

Edizioni Beccogiallo, 2012

Con il sostegno di Arci Lombardia

Cena con Gramsci, graphic novel, fa parte del progetto "Gramsci POP" di ArteVOX Teatro, realizzato in occasione del 70° anniversario della morte di Gramsci nel 2007

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Cena con Gramsci racconta le idee del grande pensatore, le sue lotte, rivissute nella verità e nella finzione di interpreti che sono prima di tutto «uomini qualunque» occasionalmente venuti a incrociare il cammino di Jacopo, il protagonista dello spettacolo, giovane studente universitario laureando in filosofia con una tesi sul pensiero di Antonio Gramsci. Vicende diverse, quotidiane, disincantate, si alimentano nella sua esuberanza contagiosa che cerca lo spunto per ribellarsi alla seduzione dell’apatia.

Di Gramsci non rimangono neanche le ceneri? Un giovane studente, alle prese con la difficile vita del fuori sede, diventa interlocutore di due personaggi fantastici, allucinatori, che scompongono una storia d’ordinaria università in un viaggio alla ricerca delle radici e del senso delle parole di Antonio Gramsci, oggetto di studio, ma anche alter ego immaginario del protagonista.

Nato da uno spettacolo teatrale, Cena con Gramsci interroga il lettore proprio sulla permanenza e sulla possibilità dell’attualità dell’intellettuale sardo.

Insieme a Pasolini, Gramsci è l’intellettuale del novecento più studiato e citato, nel mondo. Eppure la sua vicenda politica e personale lo ha storicamente bandito proprio in Italia qui l’identificazione con il PCI lo ha reso prima un soggetto “scomodo” e troppo di parte, poi l’ha fatto scomparire dagli scaffali insieme allo scioglimento del partito comunista.

Verso un Teatro Ragazzi Accessibile

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progetto di ArteVOX Teatro

Partner italiani: Campsirago Residenza, Pandemonium Teatro - Centro di Produzione, Segni New Generation Festival di Mantova e Vimercate dei Ragazzi Festival

Partner internazionali: Bamboozle Theatre (UK), Oily Cart (UK), Safe Place Festival (IS)

Con il sostegno di Ministero della Cultura FNSV - art. 44  Progetti Speciali, Assitej Italia e Hangar Piemonte

Grazie a Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv e di Londra.

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Il progetto parte da una ricerca della nostra compagnia iniziata nel 2020 ed è aperto a tutto il settore del teatro ragazzi italiano.
La finalità del progetto di formazione è quello di fornire competenze specifiche al settore teatro ragazzi in Italia su metodi e processi di inclusione per un pubblico neuro divergente, con disabilità sensoriali e/o cognitive a teatro, affinché sempre più bambini e bambine, ragazzi e ragazze in Italia, come all'estero, possano godere dell'esperienza teatrale sentendosi accolti nei loro bisogni.

Il progetto si svolge tra gennaio 2023 e giugno 2024.
Il percorso di formazione, ideato e organizzato da ArteVOX Teatro, è realizzato in collaborazione con due compagnie inglesi che hanno sviluppato metodologie innovative, realizzando spettacoli interamente accessibili: Bamboozle Theatre (Leicester, UK) e Oily Cart (London) e con il festival israeliano SAFE PLACE, uno dei pochi al mondo interamente pensato e dedicato a bambini e bambine nello spettro dell'autismo (Jaffa, Israel).Il progetto è rivolto a tutto il settore teatro ragazzi italiano grazie alla collaborazione con Assitej Italia, associazione che riunisce oltre 120 realtà nell'ambito del TYA.
Il percorso prevede azioni di formazione a distanza, formazione residenziale all'estero, convegni e meeting in Italia con ospiti internazionali.

Al percorso hanno partecipato, oltre ad ArteVOX Teatro, altre 9 compagnie di teatro ragazzi italiane attraverso borse di studio e di mobilità messe a disposizione dal progetto.

Cena con Gramsci

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Da un’idea di Roberto Rampi e un’ostinazione di Marta Galli

Testo di Davide Daolmi

Regia di Andrea Lisco

con Marta Galli, Stefano Annoni, Daniele Gaggianesi, Fabio Paroni, Paola Piacentini, Alessia Stefanini, Michela Vietri

Scene e costumi: Katia Vitali e Ambra Rinaldo

Assistenti alla regia: Anna Maini e Ambra Rinaldo

Coreografie e preparazione vocale: Valentina Buttafarro

oce di Gramsci: Eugenio Finardi

Prodotto dall’ Associazione Culturale ArteVOX

con il sostegno di LegaCoop Lombardia, Camera del Lavoro di Milano e CGIL Lombardia

con il patrocinio di Regione Sardegna, Provincia di Milano, Comune di Milano, Fondazione Istituto Gramsci, Fondazione “Giuseppe Di Vittorio”, Casa della Cultura di Milano e F.A.S.I. (Federazione Associazioni Sarde Italiane)

con la collaborazione di Camera del Lavoro di Oristano e Associazione Culturale Secondo Maggio

Ulteriori info sullo spettacolo e sul progetto "NINO3707" su www.gramscipop.it

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Cena con Gramsci racconta le idee del grande pensatore, le sue lotte, rivissute nella verità e nella finzione di interpreti che sono prima di tutto «uomini qualunque» occasionalmente venuti a incrociare il cammino di Jacopo, il protagonista dello spettacolo, giovane studente universitario laureando in filosofia con una tesi sul pensiero di Antonio Gramsci.

Vicende diverse, quotidiane, disincantate, si alimentano nella sua esuberanza contagiosa che cerca lo spunto per ribellarsi alla seduzione dell’apatia.

Una laica rappresentazione della vita di «una persona di buon senso», rivissuta stazione per stazione: la risposta al disagio di Jacopo è l’occasione per aprire gli occhi sull’impoverimento culturale che prolifera nell’indifferenza della nostra società attuale. O così sembra.

“Cena con Gramsci” è stato inserito il 5 maggio 2007 in anteprima assoluta nella rassegna “Revisionare il Revisionismo”, organizzata dalla Casa della Cultura e ha debuttato l’8 e 9 Maggio 2007 al Teatro della Cooperativa di Milano.

Ulteriori info sullo spettacolo e sul progetto "NINO3707" su www.gramscipop.it

A.N.N.A. - Amore Non Ne Avremo

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Un progetto di Roberto Rampi

Testo di Giuseppe Adduci

Regia Paolo Trotti

Con Stefano Annoni, Paolo Cosenza, Marta Galli

Aiuto regia Anna Maini

Assistente alla regia Luca Tripeni Zanforlin

Scene Luna Mariotti

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"Nubi di fiato rappreso s'addensano sugli occhi in uno strano scorrere di ombre e di ricordi:
una festa, un frusciare di gonne, uno sguardo, due occhi di rugiada, un sorriso, un nome di donna: Amore Non Ne Avremo"

Il 9 maggio 1978 è il giorno della morte di Aldo Moro e Peppino Impastato.

Partendo da questa apparente fatalità che accomuna queste due importantissime figure della nostra recente storia italiana l'autore Giuseppe Adduci con “A.N.N.A. - Amore Non Ne Avremo” dà voce ai sogni, alle idee e alle vibrazioni schiacciate dalla violenza, rimettendo al centro l'idealità dei due protagonisti e soprattutto rimettendoli in comunicazione con lo spettatore attraverso una progressiva costruzione di una relazione tra loro.

Che cosa avrebbe detto Peppino Impastato ad Aldo Moro in quei tragici giorni del sequestro se avesse potuto parlargli? E, al contrario, quali parole Moro avrebbe rivolto a quel ragazzo, che avrebbe potuto essere suo figlio e che stava rischiando la propria vita per cercare di costruire un futuro diverso per la sua terra?

A trent'anni da quel tragico giorno cosa rimane oggi di questi martiri della democrazia? Come possono le loro storie e le loro vite interrotte parlare al nostro presente?

Il 9 maggio 1978 lʼassassinio di Aldo Moro e degli uomini della sua scorta ha segnato un colpo definitivo alla credibilità di chi proponeva una via violenta al cambiamento.

Lʼomicidio Impastato, classificato come suicidio e atto terroristico per molti anni, è oggi uno dei simboli della lotta alla mafia. Oggi vogliamo dire che la storia ha forse iniziato a rendere giustizia a questi due uomini, facendo prevalere le idealità di Moro e Impastato sulla brutalità dei loro carnefici. Le idee sulla forza. Lʼamore sulla morte.

“A.N.N.A. - Amore Non Ne Avremo” ha debuttato dal 7 all'11 maggio 2008 nella stagione del Teatro alle Colonne di Milano.

DATE:


DEBUTTO 7 all'11 MAGGIO 2008 - Teatro alle Colonne - Milano

25 Giugno 2008 - Empoli, Festa Democratica

13 Luglio 2008 - Poggibonsi (Si), Festa Democratica

19 Luglio 2008 - San Miniato (Pi), Festa Democratica

20 Luglio 2008 - Bergamo, Festa Democratica

25 Luglio 2008 - Cantù (Co), Festa Democratica Provinciale di Como

27 Luglio 2008 - Carrara, Urla Padula Festival

30 Luglio 2008 - Suzzara (Mn), Festa Democratica Provinciale di Mantova

21 Agosto 2008 - Siena, Festa Democratica

3 Settembre 2008 - Milano, Festa Democratica Provinciale

4 Settembre 2008 - Alessandria, Festa Democratica

26 Ottobre 2008 - Festa del Teatro 2008, Società Umanitaria, Salone degli Affreschi

Piazza Fontana

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Testo di Paolo Trotti con contributi di Alessandro Bertante, Gianni Cervetti, Piero Colaprico, Eugenio Finardi, Letizia Russo

Con Stefano Annoni, Chiara Verzola

Musiche originali Tommaso Ferrarese

Aiuto regia Luca Tripeni Zanforlin

Scena e costumi Katia Vitali

Regia Paolo Trotti

Spettacolo realizzato con il patrocinio e il contributo della Provincia e del Comune di Milano

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"Parlo di una coppia di amanti che si incontrano sulle scale, attaccati a una saracinesca, sospesi sopra Milano tra le gambe di quella madonna dorata che tanto piccola non è.
Parlo di quelli che restano. Dei sopravvissuti. Delle famiglie.
Parlo di Milano. Della sua ferita che non ha sutura. Parlo della Piazza rimasta lì con un buco nel fianco coperto dalle lenzuola.
Parlo.
E le mie sono solo parole, perché non ero lì e non so altro che la sedia, rimasta in piedi, dei telegiornali... dopo...
dopo è cominciato tutto... Dopo."

Questo spettacolo vuole distaccarsi dalla mera elencazione dei fatti che portarono all’esplosione del dodici dicembre, per raccontare invece una storia d’amore.

Una storia d’amore in cui la bomba è sempre presente e che chiuderà poi la vicenda.

L’amore ha una sua eternità, ci dà la sensazione che possa sconfigge o quanto meno andare oltre la morte, e la nostra storia, per un attore e un’attrice, è quella dell’amore impossibile tra una ragazzo e una ragazza, ambientata a Milano nel 1969, negli ultimi cinque giorni che precedono lo scoppio della bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana.

La struttura dello spettacolo è lineare: un filo drammaturgico è costituito dalla storia d’amore tra i due protagonisti, che prende spunto nel suo svolgimento sia dalla canzone di Herbert Pagani “Albergo a ore”, sia dall'intramontabile tragedia di Shakespeare “Romeo e Giulietta”. La storia d'amore raccontata, infatti, ci accompagna dall’incontro tra i due, alla scoperta del loro amore impossibile perché ognuno di essi ha già dei vincoli sentimentali e una famiglia (pretesto questo anche per approfondire un aspetto della vita sociale di quei tempi in Italia, dove il matrimoni combinato e lo sposarsi non per amore era un'abitudine ancora diffusa e il divorzio ancora illegale), i conflitti nati dalla paura dell’abbandono, il coronamento della storia d’amore, e la morte come effetto collaterale dell’esplosione della bomba.

A questo primo “filone drammaturgico” si intreccia, attraverso monologhi, dialoghi, la storia di Milano nei cinque giorni che precedono lo scoppio della bomba, la storia degli avvenimenti che portarono all’esplosione. Questi contributi testuali saranno scritti da importanti esponenti della cultura e della politica milanese come Alessandro Bertante, giornalista e collaboratore di Repubblica Milano, Gianni Cervetti, allora vicesegretario della Federazione milanese del Partito Comunista ed ex europarlamentare, Eugenio Finardi, noto cantautore milanese, Piero Colaprico, scrittore e giornalista, Letizia Russo, drammaturga e attrice.

La tesi di fondo è che la strage di Piazza Fontana diede storicamente il via alla stagione del terrore in Italia, quella che poi fu chiamata dagli storici “strategia del terrore”: furono proprio quelle prime vittime ad aprire la porta a tutte quelle che seguirono, per questo quel giorno diventa così significativo, è la perdita dell’innocenza di un'intera città, di un’intera generazione, quella che arriva dalle lotte del 1968 e la vicenda dei due amanti diviene trasposizione personale di questa morte.

Il collante di questi avvenimenti è l’intreccio della storia dell’Uomo con la storia dell’Umanità, lo spaesamento tragico, l’horror vacui che ci coglie appena scorgiamo dietro la tenda della nostra vita l’ombra di una macchina che continua nonostante noi. La scoperta della fallibilità, della mortalità. La morte. Il lavoro quindi nasce per contrasto, se la Grande Storia è una ruota che ci passa sopra, o accanto, come per Manzoni, l’unica strada per sconfiggerla è l’Amore. A quello, si, l’uomo, può mettere la A maiuscola.

Lo spettacolo “Piazza Fontana, una storia d'amore” è stato in scena dal 9 al 20 dicembre 2009 presso la Sala della Cavallerizza del Teatro Litta di Milano.

Qualcosa di nuovo, Una ricetta per l'integrazione

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Spettacolo teatrale con cucina

Con Rosanna Sparapano e Marta Galli

Regia e drammaturgia Anna Maini

Produzione ArteVOX Teatro

Con il contributo di Coop Lombardia

Fotografie di Roberto Finizio e Duccio Agresti

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Lucia e Yelè fanno le cameriere in un ristorante di provincia. Diverso è il colore della loro pelle, la loro provenienza, la loro lingua e la loro cultura e la diversità genera diffidenza.
Improvvisamente però Lucia e Yelè si trovano complici, loro malgrado, di un omicidio e impegnate a trovare un modo per nascondere il misfatto: tra serrati ritmi comici e atmosfere surreali i due mondi, prima così distanti, si fondono in "qualcosa di nuovo".


Comincia un viaggio che le porterà a riconoscersi semplicemente come donne. Forse amiche.
“Qualcosa di Nuovo” è una storia di integrazione quotidiana, che unisce il teatro ad una vera e propria cena.
Il risultato è una ricetta unica, sulla tavola e sul palcoscenico!

Le tematiche affrontate dallo spettacolo sono: l'integrazione culturale, la maternità, il tema del femminile e della difficoltà soprattutto per le donne di coniugare lavoro e famiglia nella nostra società, la solidarietà femminile, il mondo del lavoro con i suoi soprusi e sfruttamenti.


DOVE SI FA QUESTO SPETTACOLO?

Qualcosa di Nuovo è uno spettacolo teatrale con cucina. Si svolge nelle sale dei ristoranti, non necessità né di palco, né di luci, né di particolari dotazioni tecniche.

La rappresentazione è contemporanea alla cena, questo significa che il pubblico presente in sala mangia durante la rappresentazione.

La cena è libera e a discrezione degli organizzatori.

Alcune tra le date di Qualcosa di Nuovo...

Debutto 14 giugno 2009 – Ristorante "Il Maglio" Sesto San Giovanni (Mi)

30 settembre 2009 – Arci Bitte, Milano

25 ottobre 2009 – Festa del Teatro, ristorante "Il Maglio" Sesto San Giovanni (Mi)

9 e 23 novembre 2009 – Teatro Guanella, Milano

15 novembre 2009 – Osteria Cascina Rossino, Ornago (Mb)

12 dicembre 2009 – Arci Tom, Mantova

8 marzo 2010 – Piacenza, Auditorium Santa Maria della Pace

15 maggio 2010 – Teatro Oreno, Vimercate (Mb)

29 maggio 2010 – Custoza (Vr)

29 gennaio 2011 – Teatro Comunale di Novate Milanese

30 giugno 2011 – Trattoria Poma, Milano

21 ottobre e 20 novembre 2011 – L'Angolo del Moriano, Vimercate (Mb)

17 luglio 2012 - Il Maglio, Sesto San Giovanni (Mi)

29 settembre 2013 - Monastero di Brugora, Besana Brianza (Lc)

5 e 6 gennaio 2014 - Brass Jazz Club, Catania8 marzo 2014 - Villa Scheibler, Quarto Oggiaro (Mi)

15 marzo 2014 - Casa Privata, Arcore (Mi)

16 marzo 2014 - Centro Sulé, Agrate Brianza (Mi)

AUT Un viaggio con Peppino Impastato

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Progetto di Stefano Annoni, Marta Galli, Roberto Rampi e Paolo Trotti

Testo di Paolo Trotti, Simona Migliori e Giuseppe Adduci

Con Stefano Annoni

Consulenza per Teatro d'Ombra Barbara Bedrina

Regia di Paolo Trotti

Una Produzione ArteVOX e Linguaggicreativi

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Aut è un viaggio di un treno fantasma, un treno che corre su quelle rotaie che saranno la tomba di Peppino. Lui è seduto su quel treno e dal finestrino vede passare la sua vita. Vita che era lotta e politica.

Il treno e la radio diventano teatro per raccontare la sua storia.

Peppino si racconta dal microfono di radio AUT e sbeffeggia, urla, canta, sputa parole e piange tutta la rabbia e la vergogna per la sua terra corrotta e malata di mafia.

Abbiamo utilizzato le sue parole, abbiamo rubato dai classici e abbiamo scritto cose nuove. Dissacrando il mito, lo abbiamo immaginato, oggi, a condurre un suo one-man show. Lui stesso usava il teatro e spesso lo definisce uno tra i momenti più riusciti della sua attività.

Siamo andati proprio nella sua Cinisi a presentare questo lavoro. Abbiamo camminato con i suoi amici, siamo entrati nella sua casa, abbiamo mangiato con il fratello, abbiamo visto aprirsi le porte di casa Badalamenti. Ed è con questo negli occhi e nel cuore che ora portiamo in giro questo lavoro.

Lo spettacolo ha debuttato il 7 maggio 2010 a Cinisi (PA) all'interno delle iniziative organizzate per il Forum Sociale Antimafia da Casa Memoria Peppino Impastato in occasione del 32° anniversario della morte di Giuseppe Impastato.

Volo 903. Emil Zatopek: il viaggio di un atleta

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Progetto di Stefano Annoni

da una suggestione di Renata Molinari

testo di Maddalena Mazzocut-Mis

con Stefano Annoni e Daniele Gaggianesi

regia di Massimiliano Speziani

assistente alla regia Anna Mainidisegno

luci Marco Grisa

direttrice di produzione Marta Galli

Una produzione ArteVOX Teatro e Teatro Sociale di Como

in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano

con il patrocinio di C.O.N.I. Lombardia

media partner Gazzetta dello Sport

un particolare ringraziamento a Almostthere.eu

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Helsinki, 1952: è con il numero 903 che Emil Zàtopek vince tre medaglie d'oro e batte i record olimpici nei 5.000 mt, 10.000 mt e nella maratona.Impresa unica, memorabile, quella maratona che decide di correre all'ultimo momento: "Se vuoi vincere corri i cento, se vuoi vivere corri la maratona".

Vive Emil, con coraggio, ostinazione, fatica.

Si contrae, si contorce, soffre, ansima, sbuffa, digrigna e stride come una locomotiva. La locomotiva umana. Nessuno stile, tutta forza. Corre Emil, anche nella vita, attraverso la storia della Cecoslovacchia. Corre, anche quando il regime lo confina in Siberia ai lavori forzati, per aver chiesto un Socialismo dal volto umano, firmando il Manifesto delle Duemila Parole durante la Primavera di Praga nel 1968.

Anche quando, rimpatriato, lo mettono a fare il netturbino e tutti escono sui balconi per vederlo. Zàtopek ancora, dietro il camion della spazzatura, corre.Conoscitore del dolore e capace di sconfiggere la sofferenza in gara e fuori dalle competizioni, Emil Zàtopek ama correre e vincere. Questo lo distingue da tutti.

Ma distinguersi nel suo Paese è una pericolosa inclinazione, che va normalizzata.

Sulla scena prende vita una sorta di processo onirico.
Ad animarlo due attori, di fronte al pubblico, testimone silente. L'aula del processo: un'arena, una pista da corsa, uno stadio olimpico, un teatro.Il resto è nelle gambe, nel respiro, nella fatica di una corsa, la corsa di una vita, la vita di Emil Zàtopek.

Per una stella

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Progetto di Marta Galli, Anna Maini e Roberto Rampi

Testo: Anna Maini

Con Tommaso Banfi e Marta Comerio
Regia: Stefano De Luca


Scene e costumi: Linda Riccardi
Disegno luci: Claudio De Pace
Luci e fonica: Marco Grisa
Consulenza musicale: Marco Mojana
Consulenza storica: Marco Cimmino
Foto di scena: Roberto Finizio

Prodotto in collaborazione con LupusAgnus


Con il patrocinio di

Museo Storico del Trentino

Museo Centrale del Risorgimento di Roma

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Ambientato nel primo conflitto mondiale e ispirato a una storia vera, Per una stella narra di guerra e d’amore.Ai due lati del confine i due protagonisti -due vite, due sguardi- che più distanti non potrebbero essere. La piccola Rosa Anna in attesa del ritorno del padre, un kajserjager partito per il fronte, e il giovane Pietro, musicista arruolatosi volontario nel regio esercito italiano per seguire le orme del fratello Luigi, cappellano militare caduto in Val di Ledro.Due lancinanti assenze da colmare: due lontananze che, inconsapevolmente, si cercano.Abbiamo esplorato questa piccola storia a due voci, sullo sfondo della guerra grande e spaventosa, con semplicità, usando uno spazio scenico scarno ed evocativo, con un montaggio serrato a cucire assieme i due racconti-monologhi, che si fanno via via dialogo di destini.I due, pur distanti, si sfiorano continuamente, misteriosamente.I fili delle loro drammatiche esperienze si annodano nel finale, come in una fiaba in cui una stella ha indicato il cammino.

LA PRODUZIONE

Per una stella nasce dall'incontro di due realtà teatrali lombarde accomunate dall'interesse nella creazione di spettacoli d'impegno civile e con tematiche di forte impatto sociale.ArteVOX Teatro dal 2007 ha affrontato tematiche come l'antimafia, il razzismo, i diritti dell'infanzia e ha raccontato le storie di Aldo Moro, Antonio Gramsci, Emil Zatopèk, lavorando con diversi registi. Da qualche anno si è aperta a una ricerca stilistica che unisce al teatro d'attore l'illustrazione, l'arte figurativa e la multimedialità.La compagnia LUPUSAGNUS ha debuttato nella stagione 2009 del Piccolo Teatro di Milano con Mamma mammazza, primo tassello della Trilogia della famiglia insieme agli spettacoli Verginella e Canicani, su testi del drammaturgo Aquilino. Interessata a indagare la violenza in tutte le sue forme, la compagnia pone il lavoro dell’attore come fondamento dell'esperienza teatrale, cercando nella semplicità della messinscena un nuovo e fresco potenziale creativo.

NOTE DI REGIA
“Se un mattino tu verraiFino in cima alle montagneTroverai una stella alpinaChe è fiorita sul mio sangue...”

Una storia vera e inventata insieme, come in fondo sono tutte le storie quando le racconti e, nel ricordo, acquistano una nuova e diversa verità.Vera e inverosimile a volte appare persino la storia con la S maiuscola, che ci fa sentire minuscoli, noi che le guerre non le abbiamo vissute mai sulla nostra pelle.Ai due lati del confine i due protagonisti -due voci, due sguardi- che più distanti non potrebbero essere: da una parte la piccola Rosa Anna Obermier in attesa del ritorno del papà, un kaiserjeger partito per il fronte, e dall'altra il giovane Pietro Rampi, musicista arruolatosi nel regio esercito per seguire le orme del fratello Luigi, cappellano militare caduto in Val di Ledro.Due lancinanti assenze da colmare, due lontananze che, inconsapevolmente, si cercano.Insieme a Marta e Tommaso abbiamo provato a tessere il racconto di questa piccola storia a due voci, sullo sfondo della guerra grande e spaventosa, con la più grande semplicità, su una scena scarna ed evocativa, in un montaggio serrato a cucire assieme i due racconti-monologhi che si fanno via via dialogo di destini. E si annodano nel finale, come in una fiaba in cui una stella indica il cammino. In fondo, come scrive Calvino: le fiabe sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo o a una donna. Le fiabe sono vere.

“Tu raccogli quella stella
Che sa tutto del tuo amore
Sarai l'unica a vederla
E a nasconderla sul cuore”

Stefano De Luca
PER UNA STELLA fa parte del progetto omonimo finanziato da Regione Lombardia nell'ambito dell'Avviso pubblico di valorizzazione della memoria del Centenario della Grande Guerra che comprende:

- Una mostra di dipinti originali dal titolo "Iconografia emotiva della Grande Guerra" realizzati dall'artista Rossana Maggi

- Laboratori artistici per scuole primarie e secondarie

- La pubblicazione editoriale "Per una Stella", L'ornitorinco Edizioni, contenente testo teatrale e apparati critici

- L'applicazione di realtà aumentata "Dal monumento alla storia viva" a cura di Cooperativa Frida con contenuti multimediali realizzati ad hoc e fruibili attraverso smartphone e tablet.

L’iniziativa rientra nel Programma ufficiale delle commemorazioni del centenario della prima Guerra mondialea cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale.

Formazione teatrale e didattica dell'arte

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“LA FIABA E IL SUO PALCOSCENICO” (dai 4 ai 7 anni)

Attraverso il racconto di Issun Boshi (fiaba tradizionale giapponese sulla tematica della crescita) i partecipanti vengono guidati nella realizzazione di una

maglietta/palcoscenico e dei personaggi che la abitano.

Con il supporto di esercizi teatrali e improvvisazioni guidate saranno poi in grado di interpretare la storia di fronte ad un pubblico.

Finalità: sviluppo consapevolezza corporea, manualità fine, autostima.

Numero incontri: 5

Durata incontri: 2 ore

“IL CUBO DEI SOGNI” (dai 7 agli 8 anni)

Un piccolo cubo di legno grezzo da levigare, pitturare e decorare è il punto di partenza per esprimere i propri desideri, per coltivare la speranza verso il futuro, per sentirsi utili e parte di un grande, variegato universo.

Attraverso l’invenzione di giochi nuovi e originali con il cubo che hanno prodotto, i partecipanti sperimentano lavoro di gruppo, problem solving e creatività.

Finalità: sviluppo autoanalisi, linguaggio simbolico, competenze sociali, manualità fine.

Numero incontri: 5

Durata incontri: 2 ore

“LA SCATOLA DI HELEN KELLER” (dai 7 ai 10 anni)

Un viaggio attraverso le disabilità sensoriali, per sperimentare in prima persona cosa vuol dire essere cieco, cosa si prova ad essere sordo.

Con la lettura della biografia di Hellen Keller e l’utilizzo della materia i partecipantisono portati ad immedesimarsi nei panni degli altri e a sondare il delicato terreno delle difficoltà ma anche delle occasioni che

hanno le persone speciali.

Finalità: sviluppo 5 sensi, inclusione, sensibilità artistica.

Numero incontri: 5

Durata incontri: 2 ore

"SI VA IN SCENA" (dagli 8 ai 10 anni)

A partire da un testo di riferimento, i partecipanti esploranol’uso accogliente dei linguaggi del teatro per arrivare ad una semplice performance che sia incontro con il pubblico e concreta esperienza di palcoscenico, mantenendo sempre il rispetto dello sviluppo del percorso e dell’età dei partecipanti.

Sarà dato ampio spazio all’espressione corporea, ritmica e musicale, mentre gli aspetti più strettamente recitativi saranno contenuti in una dimensione confortevole per gli interpreti.

Finalità: sviluppo consapevolezza corporea, tecnica vocale,

capacità espressive, autocontrollo, lavoro di gruppo.

Numero incontri: 8 + performance finale

Durata incontri: 2 ore

“LA NOSTRA STORIA” (dai 9 agli 11 anni)

Attraverso esercizi di recitazione e drammaturgia i partecipanti inventano e scrivono a più mani una storia originale, specchio del proprio vissuto e della propria fantasia.

Attraverso i diversi linguaggi del teatro - recitazione, canto, scenografia, costumi, musiche, luci - la storia prenderà forma concreta e sarà creato un momento performativo di condivisione con il pubblico in cui ragazzi e le ragazze potranno condividere quello che vogliono comunicare.

Finalità: sviluppo pensiero creativo, consapevolezza corporea, tecnica vocale, capacità espressive, autocontrollo, lavoro di gruppo.

Numero incontri: 8 + performance finale

Durata incontri: 2 ore

“FIABE PER GRANDI” (dagli 11 ai 12 anni)

Attraverso la scelta di una fiaba, i partecipanti sono guidati ad approfondirne archetipi, significati, interpretazioni e diverse versioni, per giungere all’espressione delle proprie caratteristiche individuali e delle ragioni che hanno condotto alla scelta. Cooperative learning e problem solving saranno la base su cui fondare il percorso che avrà come obiettivo un piccolo momento di condivisione della strada intrapresa con il resto del gruppo che potrà fornire feedback utili al miglioramento dell’espressività.

Un percorso utile alla conoscenza reciproca, al rispetto degli altri, alla condivisione del proprio carattere.

Finalità: sviluppo life skills (consapevolezza di sè, gestione delle emozioni e dello stress, empatia, comunicazione e relazioni efficaci, problem solving, prendere decisioni, pensiero critico e creativo.); sviluppo sensibilità artistica; Sviluppo espressività attorale.

Numero incontri: 5

Durata incontri: 2 ore

“L'OMINO DI NODI” (dagli 11 ai 13 anni)

Il percorso è un piccolo assaggio di teatro di figura, un linguaggio molto antico che non utilizza attori in scena, ma pupazzi, marionette, burattini, oggetti da animare.

Una prima fase sarà dedicata alla scoperta e allo sviluppo dei neuroni a specchio che sono essenziali per chi approccia al genere.

Successivamente sarà cucito dai partecipanti un semplice e buffo omino di stoffa, con un cuore che lo fa vivere e un fagotto che ne contiene i segreti.

Ogni omino alla fine avrà uno spazio in cui esprimere, attraverso un monologo scritto dal suo creatore, paura, rabbia, amore, desideri.

Un viaggio attraverso il mondo delle emozioni con l’aiuto di un amico che non giudica ed è al servizio della propria sensibilità.

Finalità: sviluppo coordinazione, concentrazione, precisione e pazienza; allenamento neuroni specchio; potenziamento capacità di scrittura creativa ed espressione di sè.

Numero incontri: 5

Durata incontri: 2 ore

“POESIA DEGLI AFFETTI” (dai 12 ai 14 anni)

Esprimere le emozioni a volte è molto difficile, specie in alcune fasi della vita. Il teatro, però, ci può aiutare! Attraverso improvvisazioni, training fisico e vocale, gli allievi e le allieve mettono in moto la

dinamica del proprio sentire e vengono guidati nelle infinite possibilità per comunicarla.

Con la tecnica del caviardage verranno successivamente scoperte poesie nascoste e opere d’arte inedite che saranno confidate a chi le saprà ascoltare e vedere.

Grazie alla contaminazione con svariate tecniche artistiche espressive nascono poesie visive: piccoli capolavori che attraverso parole e segni danno voce ad emozioni difficili da

esprimere nel quotidiano.

Finalità: autoanalisi, sviluppo di consapevolezza ed espressione emotiva, avvicinamento alla sensibilità poetica ed artistica, affinamento della capacità di ascolto e dell’empatia.

Numero incontri: 3

Durata incontri: 2 ore

Baggio, quartiere della felicità

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Baggio Quartiere della Felicità è un progetto di ArteVOX Teatro con il sostegno di Milano è Viva nei quartieri 2022, Comune di Milano e Ministero della Cultura.

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BAGGIO QUARTIERE DELLA FELICITA' è uno dei 47 progetti finanziati dal bando Milano è Viva 2022 promosso dal Comune di Milano e l’unico interamente dedicato al Municipio 7.

BAGGIO QUARTIERE DELLA FELICITA' nasce nel 2021 come progetto di coinvolgimento delle realtà associative e commerciali del centro storico del quartiere di Baggio attraverso una campagna di raccolta fondi finalizzata alla produzione di uno spettacolo di teatro di figura sul tema della Felicità. Da marzo a giugno 2021 oltre 15 negozi e associazioni si sono attivati realizzando vetrine a tema, prodotti dedicati, diffondendo informazioni sul progetto e vendendo libri e gadget collegati alla raccolta fondi.

Nello stesso periodo sono stati realizzati laboratori di teatro di figura con un gruppo di bambini e bambine del quartiere dai 7 agli 11 anni sul tema della felicità; dalle idee e dalle suggestioni emerse è nato lo spettacolo “Briciole di felicità”, progetto di ArteVOX e prodotto da Fondazione Sipario Toscana e Teatro Linguaggicreativi.
Nel corso dell'anno scolastico 2021/2022 le classi quinte dell'ICS Einaudi-Pascoli di Via Val d'Intelvi a Baggio hanno partecipato a un percorso di formazione in cui sono stati realizzati quattro teatrini che raffigurano le storie originali scritte dai bambini e le raccontano attraverso un rullo pittografico e la registrazione audio delle voci dei bambini stessi che raccontano la storia.

Queste quattro opere, di grande impatto emotivo, sono installate nel quartiere diventando OPERE PERMANENTI che potranno essere fruite da chiunque per strada e che saranno esposte fuori da 4 esercizi commerciali selezionati che se ne prenderanno cura.

Proprio grazie al sostegno del Comune di Milano attraverso il Bando MILANO è VIVA il progetto approfondisce la relazione con il territorio strutturandosi in due weekend di eventi con e per la cittadinanza.

InVolo_opera d'arte partecipata

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Progetto di ArteVOX Teatro

Con il contributo di BrianzAcque, Fondazione della Comunità di Monza e della Brianza, Comune di Vimercate

In collaborazione con Campsirago Residenza, delleAli Teatro, Teatro Invito

Realizzazione Tecnica Giovanardi spa

L'opera è installata sulla facciata del Dima Bistrot, in Via Crocefisso 2A a Vimercate ed è stata inaugurata il 9 giugno 2023.

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L’IDEA
All'indomani di una pandemia che ci ha costretti in casa, obbligati a interrompere relazioni e socialità, che ha stravolto abitudini e ci ha messi a nudo davanti alle nostre fragilità, dopo più di due anni di intermittenti lockdown che hanno profondamente segnato le vite di tutti noi - in particolar modo delle fasce più fragili, come quella dei bambini e delle bambine - cauta ma insistente si fa avanti in noi la necessità di ricominciare a uscire dalle gabbie che ci hanno costretto e protetto per un tempo che sembrava non finire mai. Il desiderio di ritrovarsi può prendere di nuovo concretezza e la spinta a ripartire è sempre più forte.
Volare di nuovo tutti insieme: questa è la metafora che vogliamo trasfigurare in opera d’arte e il messaggio che intendiamo portare alla nostra città.
Questa volta ci proponiamo di farlo non solo come artisti di una compagnia che condivide poetica e intenti, ci preme coinvolgere attivamente i bambini e le bambine che sono la nostra fonte primaria di ispirazione. Vogliamo che siano loro protagonisti, autori e autrici, quanto noi.
Da tutto ciò nasce l’idea di un’opera d’arte partecipata che rappresenti un grande stormo colorato in cui ogni singolo esiste solo se in relazione agli altri: InVOLO.

COS’E' UN’OPERA D’ARTE PARTECIPATA
L'arte partecipata usa un approccio al fare arte che coinvolge direttamente il pubblico nel processo creativo, autorizzandolo a divenire coautore, editor e osservatore dell'opera medesima. Alcune opere su commissione, che hanno reso nota l'arte partecipativa, sono il teatro dell'oppresso di Augusto Boal e gli happening di Allan Kaprow.

InVOLO è un’opera d’arte partecipata realizzata con il coinvolgimento dei bambini e delle bambine nell'arco di 13 mesi di lavoro sotto la direzione artistica di Rossana Maggi e inaugurata nell’ambito del Vimercate dei Ragazzi Festival 2023.
La natura inevitabilmente effimera del teatro, che esiste nel qui e ora, si trasfigura in un'opera d'arte che viene installata in modo permanente nel contesto urbano della Città, creando un legame tra due linguaggi artistici che hanno come punto di partenza e di arrivo il mondo dell'infanzia e come fonte di nutrimento creativo lo sguardo dei bambini.

Verso un Teatro Ragazzi Accessibile

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progetto di ArteVOX Teatro

Partner italiani: Campsirago Residenza, Pandemonium Teatro - Centro di Produzione, Segni New Generation Festival di Mantova e Vimercate dei Ragazzi Festival

Partner internazionali: Bamboozle Theatre (UK), Oily Cart (UK), Safe Place Festival (IS)

Con il sostegno di Ministero della Cultura FNSV - art. 44  Progetti Speciali, Assitej Italia e Hangar Piemonte

Grazie a Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv e di Londra.

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Il progetto parte da una ricerca della nostra compagnia iniziata nel 2020 ed è aperto a tutto il settore del teatro ragazzi italiano.
La finalità del progetto di formazione è quello di fornire competenze specifiche al settore teatro ragazzi in Italia su metodi e processi di inclusione per un pubblico neuro divergente, con disabilità sensoriali e/o cognitive a teatro, affinché sempre più bambini e bambine, ragazzi e ragazze in Italia, come all'estero, possano godere dell'esperienza teatrale sentendosi accolti nei loro bisogni.

Il progetto si svolge tra gennaio 2023 e giugno 2024.
Il percorso di formazione, ideato e organizzato da ArteVOX Teatro, è realizzato in collaborazione con due compagnie inglesi che hanno sviluppato metodologie innovative, realizzando spettacoli interamente accessibili: Bamboozle Theatre (Leicester, UK) e Oily Cart (London) e con il festival israeliano SAFE PLACE, uno dei pochi al mondo interamente pensato e dedicato a bambini e bambine nello spettro dell'autismo (Jaffa, Israel).Il progetto è rivolto a tutto il settore teatro ragazzi italiano grazie alla collaborazione con Assitej Italia, associazione che riunisce oltre 120 realtà nell'ambito del TYA.
Il percorso prevede azioni di formazione a distanza, formazione residenziale all'estero, convegni e meeting in Italia con ospiti internazionali.

Al percorso hanno partecipato, oltre ad ArteVOX Teatro, altre 9 compagnie di teatro ragazzi italiane attraverso borse di studio e di mobilità messe a disposizione dal progetto.

OGGI TOCCA A ME!

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Il progetto è promosso da ArteVOX Teatro in partnership con l'Associazione Culturale Art-ù, con la partecipazione di tante associazioni del territorio, del Comune di Vimercate, degli istituti comprensivi cittadini e con il sostegno di Fondazione Cariplo nell'ambito del bando "Alla scoperta della cultura 2022".

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OGGI TOCCA A ME! è un progetto pensato per il territorio di Vimercate, che possa utilizzare il canale del protagonismo culturale dei bambini e delle bambine per attivare forme di contrasto alla povertà educativa e contenere il rischio emarginazione per i tanti minori che sempre di più negli ultimi anni post pandemia si trovano in situazioni davvero critiche con le loro famiglie. Un progetto che faccia dell'educazione tra pari, della scoperta del proprio territorio attraverso percorsi autobiografici e di riflessione sul vissuto personale di ciascun partecipante, riadattato, ripensato e riproposto poi in forma artistica e donato alla collettività, punti di forza per sedimentare un senso di appartenenza alla comunità in cui viviamo, perché è quando ci sentiamo parte di una comunità e quindi accolti per ciò che siamo e per il nostro portato culturale che possiamo davvero parlare di processi di inclusione sociale, specialmente nell'infanzia. In questo il teatro, l'arte, sono strumenti estremamente efficaci se inseriti in una rete di base di soggetti che possano ricondurre le azioni al target desiderato e quindi raggiungere proprio quei bambini che sono i più sfuggenti, di solito, alle proposte culturali proprio perché vivono in contesti non particolarmente attenti o sensibili.

Ripartiamo dalla felicità

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Un progetto di ArteVOX Teatro

Sostenuto da Crowdfunder 35 e Fondazione CRT

Il progetto ha vinto il riconoscimento annuale di Federazione OPTIME - Osservatorio Permanente per la Tutela in Italia del Mercato dell'Elettronica

I negozi di Baggio che hanno aderito all'iniziativa:

La Pucceria di Mary e Vito | Via G. Gianella, 1

Libreria Mariclò | Via Val d’Intelvi, 14  

Ottica Mainardi | Via Antonio Maria Ceriani, 16

Farmacia Gastaldi | Via Cesare Faccioli, 2

Libreria Linea di Confine | Via A. M. Ceriani, 20

Filò Sartificio Creativo | Via A. M. Ceriani, 14

Pasticceria Carta da Zucchero - Via A. M. Ceriani, 13

Macelleria da Enzo - Via Via A. M. Ceriani, 18

Erboristeria De Rerum Natura - Via Forze Armate, 397 e 401

La campagna è stata sostenuta anche da:

Michele Agrifoglio - Ippolito Alfieri - Elena Allevi - Cristina Amidani - Roberta Annoni - Stefano Annoni - Ippolita Aprile - Annalisa Arione - Chiara Armanasco - Silvia Babbucci - Sara Battistini - Martina Beria - Francesca Biffi - Paola Binetti – Corrado Boccoli - Gianni Bombaci - Giulia Bormida - Margherita Brambilla - Claudia Brambilla - Lorenza Brambilla - Paola Brambilla - Valeria Brizzi - Marianna Busacca - Ilaria Calzari - Alice Canzi - Elena Casazza - Ilaria Cavenati - Umberto Cesaro - Marco Citterio - Viola Colombari - Nicola Colombo - Beatrice Colombo - Nadia Maria Confalonieri - Giancarlo Cotone – Paolo Cottino - Donatella Daidone - Celestino Danesi - Fabrizio De Giovanni - Maria Farinelli - Andrea Fazzari - Maria Federici - Tiziana Federici - Maria Teresa Foà - Francesca Formicola - Samantha Fratus - Adriano Galanti - Simone Galli - Valentino Galli - Tania Galli - Paola Galli - Carlotta Garlanda - Eugenia Gaudenzi - Ilaria Gaudenzio - Giuliana Gavazzi - Federica Giannini - Fabrizio Giorgi - Laura Graziellini - Chiara Gusso - Laura Iachetta - Elena Lah - Lucia Emilia Cesira Maria Lanzoni - Andrea Laus - Circolo Arci Lisolachenonc'è Di Peschiera Borromeo (Mi) - Laura Longoni - Michele Losi - Simone Macchi - Laura Magli - Sandra Mangolini - Chiara Mantegazza - Camilla Mantegazza - Francesco Marchetti - Michela Marelli - Roberta Marrone - Silvia Mattioli - Giulio Mecenate - Marisa Meda - Francesco Melodia - Giorgio Mercati - Simona Migliori - Anne Moretta - Stefano Mussati - Valentina Paglia - Paola Palmieri - Romana Palomba – Giuseppe Parente - Monica Patano - Giancarlo Pelucchi - Giancarlo e Carla Perego - Elsa Piccinelli - Cristiana Piola - Francesca Puglisi - Lara Radaelli - Francesco Rampi - Giacomo Ravanello - Patrizia Ravasi - Pietro Resteghini - Fabio Ridolfi - Ciccio Rigoli - Rosana Rosatti - Giulia Rosetti - Davide Rossi – Patrizia Santini - Fulvio Simoni - Massimo Spreafico - Alessia Stefanini - Chiara Tarabotti - Giulia Telli - Nadia Torchia - Emmanuele Tornusciolo - Roberta Tosi - Vanessa Trapani - Corrado Venturini - Matteo Vergani - Valeria Viganò - Beatrice Villari - Nicolò Zaganelli - Alessandra Zanardi - Fabrizio Zanellato – Vittoria Zaniboni - Anna Zugnoni

Un grazie particolare a Cavetta S.r.l e Restaura S.r.l; Marco Vincenti, Roberto Finizio e Stefano Annoni.

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68 giorni per condividere bellezza. Dal 9 marzo al 18 maggio 2021, esattamente la durata del lockdown del 2020, il cuore del borgo di Baggio, a Milano, si è trasformato in un luogo magico dove ad ogni angolo di strada, in ogni vetrina e dentro ad ogni negozio si è potuto per davvero acquistare e donare un po' di felicità. 

“RIPARTIAMO DALLA FELICITÀ” è una campagna di raccolta fondi che ha attivato la comunità di negozianti, scuole, famiglie e cittadini del quartiere: ciascun negozio ha esposto i libri de “Il venditore di felicità” di Davide Calì illustrato da Marco Somà per Kite Edizioni, a cui è ispirata la storia dello spettacolo, e distribuisce alcuni gadget realizzati per la campagna: spillette e adesivi con immagini di Marco Somà e citazioni sulla felicità.

Ogni singola donazione è accompagnata dalle parole dei commercianti che conoscono il progetto e per primi l'hanno sostenuto. Inoltre ciascun negozio ha personalizzato il proprio contributo allestendo creativamente le vetrine, offrendo una ricetta speciale al mese della felicità come la pasticceria Carta da Zucchero che sostiene “la felicità ha un sapore dolce”, l'erboristeria De Rerum Natura dove Rossella ha ideato trattamenti sulla felicità, la Pucceria che ha inventato la storia del Postino dei cieli, la Farmacia Gastaldi che ha dedicato al progetto una giornata di “Banco solidale”, le librerie Lineadiconfine e Mariclò che con molto orgoglio espongono le mostre delle stampe che Marco Somà ha gentilmente prestato per tutto il periodo della raccolta.

Che cosa significa felicità per ciascuno di noi? Cosa ci rende davvero felici? Partendo da queste suggestioni il lavoro della compagnia ha coinvolto direttamente i bambini, coloro che più di tutti hanno sofferto per le privazioni imposte dalla pandemia: mancanza di relazioni, allontanamento dai propri amici e compagni, dai propri cari, impossibilità a stare all'aria aperta e di condividere esperienze con adulti e coetanei al di fuori del proprio nucleo famigliare.   

La campagna RIPARTIAMO DALLA FELICITÀ' ha raccolto in circa 6 mesi oltre 23.000,00 euro, che insieme ad altri fondi messi a disposizione dall'associazione stessa e dai due coproduttori Fondazione Sipario Toscana di Cascina (Pi) e Teatro Linguaggicreativi di Milano, hanno reso possibile la produzione dello spettacolo “BRICIOLE DI FELICITÀ” che coinvolge oltre 20 artisti, organizzatori, professionisti della cultura.

Perché per RIPARTIRE bisogna anche e soprattutto ripartire dal lavoro e rimettere in circolo energie per fare riprendere l'economia, che è anche economia della cultura. 

Un intero quartiere, dunque, che si attiva a sostegno di un progetto culturale dedicato all'infanzia, in una gara di solidarietà creativa.

Vimercate dei Ragazzi Festival

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Una iniziativa del Comune di Vimercate affidata alle compagnie ArteVOX Teatro, Campsirago Residenza, delleAli Teatro, Teatro Invito

Direzione artistica: Michele Losi, Giada Balestrini, Giusi Vassena e Anna Maini

Direzione organizzativa: Marta Galli

Direzione tecnica: Matteo Binda

Direzione amministrativa e produzione: Lorenza Brambilla

Segreteria organizzativa: Morea Velati

Segreteria operatori: Alessandra Di Pilato, Noemi Forte 

Segreteria amministrativa e biglietteria: Martina Barison

Territorio e associazioni: Francesco Rovito

Segreteria pubblico: Alessandra Anzaghi

Progetto Giuria dei Bambini: Michele Losi, Antonello Cassinotti e Anna Maini

Ufficio stampa: Serena Agata Giannoccari

Tecnici: Graziano Venturuzzo, Andrea Violato, Stefano Pirovano, Alessandro Bigatti, Matteo Binda

www.vimecatedeiragazzi.it

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Il passaggio da Vimercate Ragazzi Festival a Vimercate dei Ragazzi vuole proseguire la pluriennale tradizione della “Città dei ragazzi” riformulandone contenuti, spazi e obiettivi.L’idea infatti è di rendere l’intera Vimercate un luogo a misura delle nuove generazioni, non solo come offerta teatrale e artistica, ma con iniziative che la trasformino nella Città ideale per i più piccoli.

Oltre agli spettacoli e all’animazione, Vimercate sarà arricchita da installazioni artistiche realizzate dai ragazzi stessi, una giuria teatrale di under 14, spazi sicuri per rendere indipendenti i bambini. Un progetto di Città a misura di ragazzi e ragazze e da loro anche ripensata, una traccia lunga un fine settimana per indicare il futuro a cui ogni luogo dovrebbe aspirare.

www.vimecatedeiragazzi.it